
“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar…”
La celebre poesia di Giosuè Carducci vi tornerà alla mentre quando imboccherete il viale che conduce al caratteristico paese di Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. Il borgo si sviluppa intorno all’antico castello rosso con i suoi merli e la sua torre, protagonista di rifacimenti nel corso degli anni, oggi abitato e non visitabile, ma sempre in grado di affascinare i visitatori. Il borgo risale all’anno 1000 circa ma nel 1496 venne prima assediato e poi saccheggiato. Il paese fu raso al suolo e la popolazione trucidata. Venne ricostruito nel ‘500 e tuttora conserva intatta una certa magia, avvolto dal verde della campagna che lo circonda. Poco prima di raggiungere il castello è possibile vedere la piccola chiesina a pianta ovale chiamata Oratorio di San Guido, costruita nel 1703 in memoria di Guido della Gherardesca, la famiglia proprietaria del castello e che fece di Boglheri il suo feudo. Ma è il poeta Carducci, originario del vicino Castagneto, che ha reso immortale Bolgheri con la sua poesia “davanti San Guido”: di lui restano la casa in cui visse per 10 anni ed il cimitero in cui è sepolta “nonna Lucia”, ricordata con affetto nella poesia. Il Carducci ha reso questo borgo immortale nella memoria dei tanti italiani che lo hanno studiato, ma sono stati i vini di questa zona a renderlo celebre nel mondo. Non solo i vari Ornellaia, Sassicaia o Guado al Tasso, ma anche tutta una serie di giovani produttori che raggiungono i vertici del “vino”. In questo luogo il turismo diventa obbligatoriamente degustazione: impossibile non avventurarsi per la Strada del Vino e fare tappa nella varie aziende vinicole per sorseggiare un buon bicchiere di vino o nei tradizionali frantoi oleari, il tutto rigorosamente accompagnato da assaggi di cucina toscana, in grado di soddisfare il semplice turista così come il raffinato gourmet. L’azienda podere Guado al Melo ad esempio è sempre aperta e per piccoli gruppi familiari o singole persone la visita alla cantina è gratuita ed il paesaggio invita a godersi un bicchiere di vino come aperitivo. Per pranzo si può anche scegliere di esagerare ed addentrarsi nella celebre Tenuta di san Guido in cui è prodotto il Sassicaia, e accomodarsi nella enoteca-osteria situata al suo interno. Dopo il pranzo niente di meglio che fare due passi per le vie del borgo, tra i numerosi negozietti che vendono prodotti tipici.
Ma Bolgheri non è solo vino e poesia: appena fuori dal paese sorge l’Oasi di Bolgheri, il primo rifugio faunistico italiano, nato ancor prima del WWF. L’Oasi ospita diversi tipi di uccelli, tra cui l’Oca Selvatica, il simbolo dell’oasi stessa. E’ attraversata da un percorso ad anello lungo il quale si trovano sei diversi osservatori.
Conclusa la gita faunistica si ritorna al borgo: qui per la cena si può optare per una soluzione diversa da quella del pranzo e fermarsi alla Taverna del Pittore, situata proprio nel centro di Bolgheri, una piccola ed accogliente trattoria: tra i suoi piatti forti quelli a base di cacciagione cucinati secondo la tradizione toscana.
Magari alla fine della giornata avrete preso qualche chilo in più e avrete bevuto un po’ troppo vino, ma ricorderete questo paese come un luogo in cui si assaporano i veri piaceri della vita.
Cecilia Morello
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30 Nov 2007, 21:50
