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Bologna

La rossa, la grassa, la dotta...

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Forse ha ragione Francesco Guccini quando, in una sua celebre canzone, definisce Bologna “..Parigi minore..” Sarà per l’Alma Mater che, contendendo alla capitale transalpina il record di più antica Università d’Europa (e forse del mondo), avvicina “la Grassa” alla città del Louvre e della Senna. Sarà per il dialetto che non suona troppo dissimile dal francese; oppure per la tradizione gastronomica, certo più contadina e rustica, ma sicuramente non meno ricca ed elaborata di quella parigina; o per il canale Navile che della Senna si fa epigono in qualche scorcio da cartolina da cui fa capolino lo sguardo sorpreso di qualche turista: insomma, per un verso o per l’altro, certe somiglianze, o per lo meno certe affinità per così dire “elettive” risultano evidenti, tangibili. Non a caso l’interprete principe (nonché il più apprezzato da Simenon stesso) del famoso commissario Maigret è stato proprio il bolognesissimo Gino Cervi.
A questo proposito, a proposito cioè di gialli e di mistero, se si vuole assaporare un certo clima plumbeo e noir alla Carlo Lucarelli o all’Umberto Eco (entrambi cittadini di Bologna), basta girare a zonzo sotto i portici del centro, di sera, verso l’ora del tramonto, in inverno, evitando le pozzanghere, quando la nebbia confonde i contorni dei palazzi e degli oggetti, e imboccare qualche vicolo o stradina poco frequentati. Di colpo sarete catapultati in un medioevo gotico ed enigmatico. Se poi questo vagare un po’ disorientato vi porterà fortuitamente nei pressi di Piazza Santo Stefano avrete la possibilità di visitare quell’ omonimo e arcano complesso di chiese antiche, cappelle, chiostri e cripte tenebrose, che sorgono in un’area la cui superficie, in epoca romana, era dedicata al remoto culto della dea Iside.
Ma se il mistero non vi affascina più di tanto, ed amate invece girar per mercati e bancarelle, gustare prodotti tipici, ecc., non dovrete fare altro che avvicinarvi un po’ a Piazza Maggiore, e lì cercare una piccola stradicciuola che porta il nome evocativo di “via Pescherie vecchie”. Ebbene, è lì, proprio lì, nel cuore gastronomico della vecchia Bologna, che potrete ammirare, o meglio, contemplare, una pluralità tale di negozi traboccanti prosciutti, salami, culatelli, zamponi e cotechini; enormi forme di parmigiano e grana; e poi ancora tortellini, lasagne, tortelloni, passatelli; senza contare i vini tipici, il pignoletto e il lambrusco; i dolci natalizi colmi di canditi, i certosini, i panoni, le torte di riso e di tagliatelle.. e così via fino al diabete: da lasciare a bocca aperta. Certo la contemplazione ascetica risulta di gran lunga più facile sul Sinai o fra le montagne dell’Himalaya piuttosto che tra le bancarelle ricolme di un mercatino rionale, anche perché lì a pochi passi c’è la possibilità per nulla metafisica di consumare quello che si è comprato (salami, formaggi, vini e dolci ecc.) seduti comodamente al caldo di una delle più tradizionali osterie bolognesi: l’Osteria del Sole.
Dopo il corpo lo spirito. La monumentale basilica di san Petronio. La quinta chiesa più grande del mondo. Quella che doveva superare in ampiezza la basilica di San Pietro a Roma. Quella che però, a causa dei costi eccessivi della fabbrica venne lasciata incompiuta. I marmi ne ricoprono solo una parte limitata dell’ imponente facciata e se si indirizza lo sguardo lungo via dell’Archiginnasio si può ben vedere come i lavori si siano all’improvviso interrotti. L’interno è mirabile per grandiosità e semplicità ed amplifica maestosamente le dimensioni della struttura: ben 132 mt di lunghezza e 45 mt. di altezza.
Presso il palazzo del Comune, la sede del Sindaco, sono allestite permanentemente la splendida collezione d’ arte comunale e l’ importante museo Morandi dedicato al celebre pittore di nature morte, tra i massimi artisti del 900.
Per concludere una curiosità piccante. In piazza Maggiore, usciti dal museo Morandi, di fronte a San Petronio, trovate la monumentale fontana del Nettuno: un complesso bronzeo del 1564 opera di Gianbologna. Licenzioso è l’ aneddoto che si racconta in merito ad una particolare vista che si godrebbe guardando la statua standovi alle spalle e concentrando l’attenzione solo sulla mano sinistra, quella libera da tridente, per intenderci.. Sembra che le autorità cittadine abbiano in tal modo voluto sbeffeggiare una certa invadenza della Chiesa negli affari comunali.
La giornata sta per finire. Purtroppo. E’ sera. Prima di rincasare non rimane che concludere in bellezza. Un ultimo giro di shopping in via D’Azeglio. Gli eleganti negozi di abiti e scarpe e cravatte e copricapo vi tenteranno ancora una volta. Vi alletterà però anche la bellissima libreria Mondadori ricavata all’interno di un palazzo d’epoca restaurato con molto gusto e raffinatezza. Infine, non si può non concludere la giornata senza concedersi un rilassante e generoso aperitivo al Balmoral strategicamente situato proprio a fianco della Basilica di San Petronio.

Sara Musiani



Commenti

Alessandro
11 Dic 2007, 14:38
Sono andato a visitare Bologna in occasione del cioccoshow, è davvero una bella città, ci tornerò di sicuro e ne approfitterò per visitare i posti che avete consigliato
Gianni
09 Gen 2008, 12:28
Davvero un articolo brillante! Pieno di verve! Complimenti anche per il sito!
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