
La notizia è ufficiale: siamo in piena “democratizzazione del lusso”. La parola stessa, lusso, si sta facendo nebulosa e per citare gli esperti del settore siamo entrati in una nuova fase detta del “neo-lusso” o per dirla in parole povere nella fase dei piccoli lussi quotidiani. Se in questo gioco di parole qualcuno si sta cominciando a perdere, si tranquillizzi: stiamo parlando di acqua.
Siamo nell’epoca in cui il marketing può rendere possibile ogni contraddizione; il lusso diventa democratico, massificato e perfino quotidiano. L’imballaggio diventa packaging e con il packaging si carica il prodotto di emozioni che spesso rendono labile il confine tra contenuto e contenitore. Le aziende produttrici di acqua in linea con questa tendenza ci offrono bottiglie-gioiello che saziano la nostra esigenza di “lusso quotidiano” e ci permettono di vivere un’esperienza che appaga a pieno la nostra sfera emozionale.
Al grido “chiedi e ti sarà dato” l’universo acqua soddisfa ogni genere di necessità reale o indotta del nostro nuovo consumatore. Per i nostri spelacchiati animali domestici che bevono annoiati nelle loro ciotoline, il mercato propone acque aromatizzate al bacon, manzo, pesce, tacchino, addizionate di taurina e calcio che migliorano la funzionalità metabolica e rinfoltiscolo l’infeltrita peluria. Per noi esigenti consumatori che non rinunciamo all’idea di gusto e leggerezza, le aziende produttrici hanno sviluppato un’ampia proposta di acque minerali aromatizzate ai gusti di arancia, mela, lampone, frutti esotici, ecc…
Abbagliati dalla ricchezza e talvolta dalla fantasia di tali proposte è bene riflettere sul fatto che se da un lato le acque aromatizzate rappresentano sicuramente una valida e interessante alternativa ai prodotti già in commercio, dall’altra non si deve pensare che tutto ciò che è stato posto sul mercato abbia le caratteristiche tanto pubblicizzate. Se si pensa che alcune di queste acque arrivano ad avere circa 20 zollette di zucchero per litro risulta evidente come l’idea di leggerezza associata a queste bevande sia per alcune di queste difficilmente sostenibile. La trasparenza del liquido, il nome molto spesso associato alla marca dell’acqua minerale e la vicinanza fisica nei supermercati alle stesse acque, induce il consumatore ad una scelta che un atteggiamento critico gli imporrebbe di riconsiderare.
All’interno di questa cornice sempre più complessa si inserisce dal 2000 l’ADAM (Associazione Degustatori Acque Minerali) che con la sua azione di ricerca costituisce un punto di riferimento importante per appassionati e curiosi dell’argomento. La valorizzazione del rapporto fra acqua e cibo, la nascita di carte dell’acqua che affiancano le ormai consunte carte dei vini, mostrano una gamma di possibili combinazioni molto più ampia rispetto a quella che fino a qualche anno fa sembrava limitarsi alla scelta fra acqua gasata o naturale. Ci insegnano i water sommelier che, sulla base dell’anidride carbonica presente e della quantità e del tipo di sali disciolti, l’acqua ha un gusto suo proprio che impone abbinamenti mirati: acqua gasata non troppo ricca di sali con il pesce, acqua frizzante con formaggi e carni per sgrassare il palato e se proprio non potete resistere alla tentazione di chiudere il vostro pranzo con un dolce,acqua piatta o a leggera effervescenza con residuo fisso inferiore a 100mg/l. Buon appetito!
Francesca Brunelli
Guarda qui le ricette per creare vari cocktail a base di acqua minerale!
Commenti
03 Dic 2007, 11:42
03 Dic 2007, 12:48
03 Dic 2007, 18:43
04 Dic 2007, 11:04
da oggi non guarderò più le bottiglie di plastica del supermercato con gli stassi occhi!
04 Dic 2007, 11:49
è tale l'entusiasmo dopo aver letto questo articolo che ho sbagliato a digitare!!!
04 Dic 2007, 11:56
04 Dic 2007, 12:26
04 Dic 2007, 13:00
04 Dic 2007, 17:35
Complimenti davvero per l'articolo originale e ben scritto!
PS: io di solito a natale divento più cattiva....!
