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Farina di neccio

farina della Garfagnana DOP

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La gente di montagna ha una scorza ruvida, è rustica e di poche parole; ti sorride se deve sorridere e non si perde nel superfluo.
La gente di montagna è cresciuta a suon di intemperie e di duro lavoro e da sempre si è nutrita con pasti frugali e nutrienti derivanti dai prodotti delle loro terre.
Conosce bene le asprezze del territorio in cui vive: clima rigido, scarsa fertilità e inaccessibilità dei terreni…
A volte dalle insidie nascono però preziosi tesori quasi come se una terra aspra volesse ricambiare ai suoi abitanti il favore di non essere abbandonata.
I garfagnini, abitanti della Garfagnana, una striscia di terra che si estende tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, potrebbero presentarci nel loro modo “spicciolo” ma esaustivo la farina di neccio. In questo luogo noi ve la proponiamo come segue...
Il vocabolo “neccio” nella zona della Garfagnana assume il significato di “castagno”ed ha origini molto antiche. La coltivazione del castagno da frutto in Garfagnana ha inizio intorno all’anno mille e qui si diffusero le cultivar più idonee alla produzione di farina. L’alimento base delle famiglie più umili era proprio la farina; da questa si otteneva il neccio o pane della Garfagnana che sosteneva i carbonai e taglialegna nel loro lavoro: non tutti potevano permettersi tacchino o piccione al forno!!
La farina di Neccio della Garfagnana deriva dai marroni della Garfagnana e si ottiene da un semplice e antico procedimento: dopo la cernita delle castagne migliori, queste vengono poste ad essiccare su cannicci per 40 giorni, dopodiché macinate a pietra.
Se vi capiterà di fare una vacanza in Garfagnana, potrete entrare in un metato, la struttura in pietra in cui vengono poste ad essiccare le castagne. I metati dal comignolo fumante, sono sparsi per i castagneti, e pensate che sino agli anni ’50 ve ne erano più di 7000 in tutto il territorio!
La macinatura a pietra delle castagne secche, darà vita a una farina finissima al tatto e al palato, di colore variabile dal bianco all’avorio scuro e con odore tipico delle castagne.
L’ingrediente principale dei necci, squisiti dolci che vi faranno dimenticare le insidie quotidiane, sono simili a focacce, e possono essere gustati semplici o farciti di ricotta arrotolati.
Ma non possiamo dimenticarci altre bontà ottenute da questa profumata farina: la polenta di farina di neccio, i manafregoli (farina di neccio cotta con il latte), il castagnaccio (pizza al forno ottenuta con farina di neccio, olio, noci e pinoli).
"Or bene, lor signori e signorotti amanti di meringhe e di biscotti, sentite il nostro neccio di farina e dite se val men di una tortina!”

Elisabetta Del Carlo



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