
Il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi sarà celebrato a Genova con la rassegna GARIBALDI IL MITO / 7 novembre 2007 - 2 marzo 2008. Fra gli eventi collaterali, spicca GARIBALDI A TAVOLA: conferenze, degustazioni, menù speciali e amenità varie alla scoperta dei cibi che hanno sostenuto il cammino dell'Eroe dei due mondi.
L'interesse per questo curioso quanto inconsueto aspetto della vita di Garibaldi prende spunto dalla pubblicazione, nel 2002, dell'omonimo libro GARIBALDI A TAVOLA - dal quaderno di ricette di casa Garibaldi, dell'editore livornese Salomone Belforte (79 pagine, 21 euro). Ricette sperimentate di persona dalla curatrice, Clelia Gonelli, che ha vissuto lunghi anni con la figlia ultimogenita di Garibaldi, Clelia, fino alla morte di questa nel 1959. Uscito in occasione del quarantennale dell'Accademia Italiana della Cucina di Livorno, nel libro si ritrovano i gusti culinari di Garibaldi e le ricette della sua casa: ricette di Caprera, ricette nizzarde e della costa ligure, ricette di amici che andavano a trovarli. Forse è improprio parlare di ricette di Garibaldi che, a Caprera, doveva ingegnarsi con quanto poteva reperire sull'isola e in mare. Di certo, molti spunti e alcune pagine biografiche tratte dal libro Mio padre di Clelia Garbaldi, ci delineano i suoi orientamenti in fatto di sapori. Uomo dai gusti semplici e molto alla mano; frugale per natura, per abitudine e per necessità, di certo non poteva essere attratto dalla cucina elaborata e dalla ricerca di prodotti sfiziosi. Una dieta, la sua, assolutamente salutista. A colazione fave e formaggio freschi, anzi, di giornata, fatti dalla moglie col latte di mucche, pecore e capre della sua fattoria. Poca carne, a favore di pesce e verdura. Niente alcolici, solo un po' di vino rosso nell'acqua. Grande predilezione invece per caffè e tè. Nel libro si stila un elenco dei piatti preferiti da Garibaldi: lo stoccafisso, la bouillabaisse, il minestrone alla genovese con il pesto e la pissaladiere, specialità nizzarda e quando raramente c'erano un po' di soldi, un pezzo di carne magra arrostita sulla brace che Garibaldi chiamava "ciurasco" perché gli ricordava i tempi dell'America. Questa carne veniva messa sulla brace e quando era ben arrostita Garibaldi stesso la toglieva dal fuoco e con un coltellino molto tagliente levava la prima fetta arrostita, poi ributtava la carne sulla brace, tagliava la seconda e così via fino ad esaurimento del pezzo e forse della brace. Altra leccornía era il "condiglione" che si preparava, alla ligure, con pomodori, acciughe salate, basilico e galletta strizzata. Autentico antesignano dello stile SlowFood! Il libro sarà presentato di nuovo a Genova nel programma della rassegna gastronomica.
Il programma della rassegna con l'elenco degli eventi, dei ristoranti convenzionati e anche alcune ricette è reperibile nella sezione GARIBALDI A TAVOLA del sito http://www.garibaldiilmito.it
Nadia Cavalli
Commenti
12 Feb 2008, 15:27
ed in collaborazione con la Regione Piemonte è stato riportato alla luce il diario personale
ed appassionato di Clelia Garibaldi, ultima figlia dell’eroe.
"Mio Padre ricordi di Clelia Garibaldi" - Edizioni Erasmo
Luisa Gonella, curatore di questa edizione, le ha dato una nuova veste editoriale
arricchita di fotografie e documenti inediti.
Il racconto di Clelia Garibaldi ripercorre gli ultimi 20 anni di vita del Generale: avvenimenti pubblici e privati
si intrecciano sotto lo sguardo amorevole di figlia autrice, mentre molti personaggi, conosciuti e sconosciuti,
si affacciano sull’isola per rendere omaggio al Generale.
Ma il motivo vero che fa di questo libro una "perla" nei fiumi di parole scritti sul Generale
è che apre una finestra su aspetti familiari e sconosciuti, fornendo un’immagine alternativa e complementare
a quella conosciuta fino ad oggi dell'"eroe dei due mondi"….
Ne esce infatti il ritratto di un uomo del nostro tempo… moderno nel suo modo di vivere la famiglia e la storia…
uno studioso, uno scrittore, un agricoltore, un grande comunicatore, tanto abile nel trascinare i suoi soldati e le folle
quanto, soprattutto, dolce nel trattare con i bambini.
Due mondi dunque, apparentemente così lontani, così difficili da conciliare,
non quelli geografici che normalmente la definizione sottointende,
ma il mondo privato di Garibaldi e quello pubblico del Generale
come descritto anche dal sito web dedicato alla presentazione del libro:
http://www.miopadredicleliagaribaldi.it
Lingua: italiano
Un libro interessante per gli appassionati di storia,
ma piacevole per tanti lettori perché la storia si snoda come un romanzo.
Prefazione di Gianni Oliva Assessore alla Cultura della Regione Piemonte.
Introduzione del prof. Giuliano Soria Presidente del Premio Grinzane Cavour.
