
Difficilmente ci si capita per caso, forse a causa delle montagne che la circondano o forse perché strade e ferrovie sembrano schivarla con reverenza. Bisogna quindi scegliere di andare a Gubbio e di visitare questo peculiare spicchio d'Umbria che tanto ha da offrire agli affamati di cultura, agli appassionati di cibo e a tutti coloro che hanno bisogno di ritemprare occhi e polmoni.
Gli ingredienti di una giornata eugubina sono presto detti: voglia di camminare per le ripide salite del centro storico medioevale; desiderio di affidarsi alla precaria (ma abbastanza sicura) gabbiovia che porta alla basilica di S.Ubaldo; un adeguato appetito per affrontare la ricca (caloricamente parlando) cucina invernale umbra; un bel giaccone invernale, caldo e a prova di neve.
Così attrezzati potrete gustarvi questa piccola e antica città, che dal 7 dicembre al 10 gennaio è illuminata a festa dalle 800 lampade colorate che danno vita all'albero di Natale più grande del mondo. E dato che sotto ogni albero ci si aspetta di trovare dei doni, regalatevi una serata speciale (senza badare troppo alle spese...) ai Cappuccini, un hotel ristorante di grande charme ricavato da un antico convento. Le ampie stanze in pietra sono riscaldate da grandi camini e ingentilite da tappeti, quadri e grandi divani. Una volta seduti a tavola si dimentica il freddo invernale per addentrarsi in una esperienza culinaria di alto livello, forgiata intorno ai prodotti del territorio: la norcineria, la pasta fresca al tartufo e l'agnello in crosta di pane solo per citarne alcuni. Sui dolci e sulla lussuriosa scelta di vini da meditazione non anticipo niente: vanno semplicemente provati.
Ma prima di affrontare un così lauto pasto, niente di meglio di un po' di shopping nei dintorni di corso Garibaldi, dove si possono acquistare prodotti alimentari tipici, come norcineria, formaggi, funghi e tartufi; le ceramiche degli eredi del celebre Mastro Giorgio e i ricami artigianali. E se avanza ancora qualche minuto, c'è il Fusion cafè per prendere un aperitivo con sottofondo musicale oppure l'enoteca Paolo per degustare un limpido bicchiere di grechetto dell'Umbria.
Marco Paganini
