
Rievocazione storica degna di nota a Fratta Polesine in provincia di Rovigo nel giorno di S. Martino festa delle castagne. Una perfetta ricostruzione del periodo successivo all’11 novembre 1818 quando i carbonari, riunitisi per un banchetto nella meravigliosa Villa Grimani Molin-Avezzù su invito di Cecilia Monti, nobildonna che era vissuta alla corte di Napoleone, ebbero come tragica conseguenza l’arresto per alto tradimento ad opera degli austriaci e l’incarcerazione nelle fortezze dello Spilberg e di Lubiana. Scenario di sfondo le meravigliose Ville Palladiane, gioielli di un paese incastonato come una perla nelle campagne polesane.
Il colpo d’occhio riporta subito alle atmosfere ottocentesche, un corteo di fedeli che escono dall’oratorio della meravigliosa Villa Badoer e si dirigono verso la piazza del mercato con tanto di cavalli e carrozze, un gruppo di orchestrali che accompagnano il popolo in danze sfrenate, venditori di dolci, castagne e vino, giocolieri, indovini, questuanti, la gendarmeria austriaca. Spiccano i borghesi e gli aristocratici tra cui i carbonari che lottano per la libertà, l’indipendenza e l’unità d’Italia.
Tra gli episodi più “caldi” le reazioni dell’esercito alla propaganda carbonara che attacca sui muri manifesti inneggianti la costituzione e lancia dall’alto volantini sulla folla. Suggestivi gli inseguimenti, i colpi d’arma da fuoco (a salve, ndr), gli arresti e la lettura della condanna della Setta Carbonara. Ultima sequenza la rimozione del drappo posto sul monumento (1867) dedicato ai Carbonari, primi eroi del Risorgimento italiano.
Un vero tuffo nel passato con un contorno di bancarelle d’epoca che espongono prodotti tipici da gustare al momento. Oltre alle tradizionali castagne e vin, la tipica “pinza di castagne” una specie di “castagnaccio” fatto con farina di castagna, pinoli, uvetta, che può essere scaldato con le caldarroste, “patate meriche” (americane, ndr) al forno, zucca prodotta localmente e cucinata al forno, pane e uno speciale pan biscotto, davvero irresistibile, cotto in forno a legna. Dulcis in fundo il formaggio, prodotto con antichi procedimenti che un malgaro ha eseguito il loco e che ancora utilizza per la sua produzione.
Un’occasione per visitare un luogo dove in passato i nobili veneti Corsaro, Badoer e Molin fecero costruire bellissime “dimore di campagna”, successivamente abitate dalla borghesia, luoghi che facilitarono l’assimilazione degli ideali di libertà portati da Napoleone e la diffusione della Carboneria.
Da segnalare che nel 1885 qui nacque Giacomo Matteotti, eletto deputato dai socialisti e ucciso dalle camicie nere nel 1924 a seguito della sua requisitoria in Parlamento.
Tra le bellezze artistiche in primis Villa Badoer costruita tra il 1555-1556, uno dei capolavori del Palladio dichiarata Patrimonio dell’Unesco, Villa Molin-Avezzù di scuola palladiana, altri palazzi edificati tra ‘700 e ‘800, Villa Dolfin, Palazzo Monti, Villa David, Casa Matteotti e Villa Labia dove è ospitato il Museo Civico Archeologico "Frattesina". Del ’400 è la chiesetta di S. Francesco, unico esempio in Polesine di stile romanico-lombardo e la chiesa di S. Pietro e Paolo del ‘500. Per gustare la cucina polesana ci si può fermare alla Trattoria Tre Corone o al Ristorante Palladio; a pochi passi dal centro l’Agriturismo-Fattoria didattica La Frattesina che si contraddistingue per il menù tradizionale e la produzione biologica.
Piera Marsilio
