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L'ambiguità del gusto

tra cucina ed eros, tra sensi e sapori...

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“Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana”,
scrive Isabel Allende nella prefazione di Afrodita, aggiungendo che “il piacere più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze,
risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno”.
Per molti, anche se non per tutti, il buon cibo rappresenta un piacere che parte soltanto dalla tavola, per elevarsi poi ad autentico sistema di appagamento dei sensi, e non solo di quello del gusto.
Una cena preparata nel giusto contesto, dal menù ben studiato, con sapienti abbinamenti di colori e sapori, con una armonica sintonia tra le pietanze, le spezie e i vini, va oltre il semplice appagamento del pur rispettabile stomaco, regalandoci soddisfazione e un piacere quasi fisico.
Il gusto di sapori voluttuosi può risvegliare la passione e i sensi, aiutare la seduzione, agevolare la conquista: il gusto, tra i cinque sensi, è forse quello che più degli altri si abbina all'eros.
Un menù preparato per conquistare e sedurre l'oggetto -o meglio il soggetto- dei nostri desideri potrebbe basarsi su bivalvi, pesci crostacei, che contengono zinco e fosforo, e magari non tralasciare il tartufo, con l'immancabile cioccolata ad animare il dessert. Ci sono poi alcuni cibi, come ad esempio aragoste e scampi, che rimandano a spiagge bianche ed assolate, al mare cristallino ed ai tramonti che si riflettono sul bagnasciuga: in questo caso sono le fantasie che evocano ad animare la passione e poco importa se scientificamente contengono sostanze veramente eccitanti.
La possibilità che dopo aver dedicato una giornata intera a preparare i migliori piatti che i nostri mezzi ci consentono possa precludere ad un dopo cena indimenticabile con il vostro partner dipendono quindi molto anche dal menù che metterete in scena, dal sapiente uso delle spezie e dalla scelta dei vini (naturalmente se poi l'arrosto rimane incollato alla pentola, il radicchio si carbonizza vulcanizzandosi nella padella, il sale e il peperoncino rendono la pasta inutilizzabile anche per il randagio più odiato, allora non aspettatevi molto dopo il caffè).
Per quanto riguarda le bevande e il dualismo Eros e Tanninos, parafrasando empiamente il celebre binomio di pulsioni inventato da Sigmund Freud, esiste anche una ricetta per “vino afrodisiaco”, che prevede di far macerare in un litro di bianco secco alcuni grammi di vaniglia, cannella, rabarbaro e ginseng.
L'idea non è particolarmente allettante, anche perché non si riesce ad immaginare il risultato di questa sorta di intruglio. Molto meno originale, ma senz'altro più rassicurante, scegliere con cura una buona etichetta nell'enoteca di fiducia, magari tra le cantine delle nostre isole: il vermentino sardo per aprire, magari un bel rosso siciliano per proseguire e un elegante calvados (l'acquavite di sidro ottenuta dalle mele di Normandia) per salutare il dessert e concludere in dolcezza...
Partendo dalla mela del peccato originale, senz'altro buona, ma non particolarmente elaborata nella preparazione, per arrivare ai prodotti “di nicchia” come il cioccolato appositamente confezionato, con tanto di pennello, per essere utilizzato in un body painting naturale e commestibile, esiste una pletora di teorie e di pratiche più o meno fantasiose mirate a trasformare il cibo in un potente coadiuvante della passione. Tra queste le più scontate e sicuramente le meno interessanti sono rappresentate dai cibi afrodisiaci: dopo aver mangiato ostriche crude personalmente ho soltanto il desiderio di far finire quella tortura e di passare a qualcosa di meno viscido e stomachevole.
Che dire poi del mitico peperoncino: è forse l'unico caso in cui abbondare non è meglio che deficere, dato che altrimenti la serata romantica rischia di degenerare, con tutto il calore sognato improvvisamente concentrato sulle papille gustative e con l'unico desiderio realmente incontenibile legato alla ricerca di litri d'acqua fresca (alla faccia del Sagrantino del 2004 che avevate messo a tavola con ostentazione e sacrificio).
Concentriamoci piuttosto sui prodotti che troviamo nei nostri mercati, sugli abbinamenti più sfiziosi e che meglio ci fanno raggiungere lo scopo. Ad alcune spezie, che si trovano con facilità nei supermercati o nelle botteghe del mondo, viene riconosciuta la capacità di risvegliare i sensi più sopiti: quindi in cucina non dovrebbero mai mancare pepe, peperoncino, chiodi di garofano, coriandolo, ginger, noce moscata, origano, senape, timo e zafferano.
Naturalmente è sconsigliabile utilizzarli tutti insieme nella stessa preparazione, sia per la litigiosità dei rispettivi sapori che per il rischio di una overdose che farebbe poi insorgere la necessità di una camomilla doppia e di diverse docce gelate...

Marco Paganini



Commenti

Gianmarco
11 Dic 2007, 14:32
Il body painting al cioccolato!!
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