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La befana, tra storia e leggenda

Misteri e curiosità sulla vecchietta amata e a volte temuta da tutti i bambini italiani

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Dolce vecchietta o perfida strega? Questa ambiguità caratterizza da sempre la figura della Befana che la notte tra il 5 ed il 6 svolazza con la sua scopa sui tetti delle case per portare dolci o carbone ai bambini. La sua leggenda affonda le radici nella cultura pre-cristiana, ma da questa è stata adottata e trasformata. Si narra che in seguito alla nascita di Gesù Bambino tre diversi re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, provenienti da tre diversi paesi, si misero in viaggio per portare al nascituro tre doni: oro, incenso e mirra. Camminarono per molti giorni e molte notti con la stella cometa come unica guida. In tutti i paesi che attraversavano gli abitanti li accoglievano festosi e non appena venivano a conoscenza del motivo del loro viaggio insistevano per unirsi a loro e portare dei doni al Salvatore. Sembra che i Re Magi si fermarono anche ad una casetta per chiedere delle indicazioni o un po’ di ristoro. Ad accoglierli fu una vecchietta che però decise di non seguirli per il freddo della notte ed il troppo da fare. Ma, come si dice spesso, la notte porta consiglio, e la mattina dopo la vecchietta si pentì amaramente di non averli accompagnati, si caricò sulle spalle un sacco carico di doni per Gesù Bambino e si incamminò per raggiungere i Re Magi. Ormai però era troppo tardi e la vecchietta non riuscì a raggiungerli, né a vedere il Bambino. Da quel giorno la vecchia, la notte che precede l’Epifania, monta a cavallo della sua scopa e si cala dai camini per lasciare ai bambini i doni che non è riuscita a dare a Gesù.
Anche prima dell’avvento della religione cristiana il periodo di Natale era festeggiato: gli antichi romani usavano dare fuoco ad una quercia il 25 dicembre ed essa avrebbe dovuto bruciare costantemente fino al 6 gennaio, per poi trarre gli auspici per l’anno nuovo dalla cenere e dai carboni. Inoltre in questi stessi giorni la dea Diana insieme ad altre figure femminili si aggirava nei cieli per rendere i terreni più fertili. Le origini agricole della Befana sono testimoniate anche dei doni che era solita portare prima che merendine, cioccolatini e chewing gum prendessero il sopravvento: fichi secchi, noci, cipolle, castagne, patate o mele.
Un’ulteriore teoria sulla figura della befana è che essa rappresenti l’anno vecchio, che se ne va portandosi dietro anche le feste natalizie.
Non si tratta però di una figura tipicamente ed esclusivamente italiana; in Russia ad esempio troviamo Babushka (che in russo significa nonna) ed anche lei è solita riempire le calze di dolciumi.
La vecchia Befana, con il naso adunco e rugoso, lo scialle in testa e gli abiti rattoppati e sporchi di fuliggine ha anche una casa nel nostro paese: da più di trent’anni ad Urbania, nelle Marche, tre giorni di festeggiamenti precedono la notte della Befana. In questi giorni per le strade e le piazze del paese sfilano befane di tutte le età e generi ed è in progetto anche la realizzazione di una vera e propria casa di mattoni dove la Befana potrà ricevere i bambini.
Aspettiamo dunque la notte dell’Epifania ed il giudizio insindacabile della vecchia: e voi cosa troverete nella vostra calza, carbone e cenere o dolci e fichi secchi?

Cecilia Morello



Commenti

valentina
27 Giu 2008, 13:13
quest anno la befana mi ha akkontentato tantissimo mi ha portato il nokia n 70 prorpio quello ke volevo io!!!!!!! mi sa ke è stat prorpio in gamba la befana!!!!!!!!!! poi ho trovato anke la kalza piena di docli e anke un po di crabone. spero ke la befana abbia akkontentato anke i bambini meno fortunati
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