
Un film zuccheroso che riesce mescolare temi dolci come la cioccolata e temi delicati come l’immigrazione. Mattia (Luca Argentero) è il titolare di una piccola impresa edile, è bello, simpatico ed un po’ cialtrone, gli piacciono le donne, le auto sportive e qualunque cosa non implichi prendersi delle responsabilità. Un giorno un suo dipendente egiziano, ovviamente “a nero”, cade dal tetto e si frattura entrambe le braccia. Mattia, preoccupato per le conseguenze, cerca di capire come comprare il suo silenzio. L’egiziano gli racconta del suo passato da pasticcere ed il sogno di aprire una cioccolateria in Italia. Per farlo puntava alla partecipazione ad un corso in una scuola del Cioccolato a cui ora, con le braccia fratturate, non può più prendere parte. Mattia dovrà prendere il suo posto, imparare ad inventare cioccolatini e tentare di vincere il primo premio, un finanziamento per aprire una cioccolateria. Da questo punto in poi si susseguono una serie di gag e “lezioni di cioccolata”, con un Mattia sballottato tra i sentimenti per la prima del corso, Cecilia (Violante Placido), ed il doversi fingere un immigrato musulmano. Sotto la guida di un Maestro Cioccolatiero (Neri Marcorè) Mattia scoprirà gustosissime ricette ed allo stesso tempo il dialogo tra le culture.
Dopo Chocolat, La Fabbrica di Cioccolato e Grazie del Cioccolato, anche l’Italia ha il suo film sul dolcissimo “cibo degli dei”.
Cecilia Morello
