
Nel mese di dicembre, il primo sabato dopo l’Immacolata, che quest’anno cade il 15, a partire dal primo pomeriggio e fino a tarda sera, nella piazza principale della città, la bellissima Piazza Municipio, si svolge il tradizionale appuntamento della “Superzeppolata” che, di fatto, è il primo dei tanti organizzati dalla Pro Loco di Vibo Valentia per il Natale.
In un padellone del diametro di 4 metri, del peso di 1.120 Kg, e con manico della lunghezza di m. 4,50, vengono fritte in continuazione e subito distribuite per essere gustate dai cittadini circa 100.000 zeppole.
Le zeppole, che a Natale non debbono mai mancare sulla tavola dei vibonesi, vengono prodotte attraverso un impasto di farina, lievito, patate, alici e uvetta, contornate a mano a forma di pallina o di ciambella e poi fritte in abbondante olio di oliva.
Nella particolarissima circostanza della Superzeppolata più grande del mondo – un classico della tradizione natalizia dei vibonesi, tanto per avere un’idea dello sforzo organizzativo, sono necessari ben 800 litri di olio di oliva, una tonnellata di impasto, 50 tra cuochi e pasticcieri e circa 30 allievi del locale Istituto Alberghiero.
Tanti gazebo con centinaia di tavoli e sedie rendono agevole questa allegra degustazione popolare che è puntualmente esaltata ed arricchita da tutta una serie di iniziative musicali e di folclore.
Vuole essere, per i vibonesi un modo per prepararsi al Natale anticipandone l’atmosfera di serenità, di amicizia e naturalmente di festa che andrà poi a caratterizzare tutti i successivi appuntamenti tra i quali spiccano la “Novena di Natale” con canti popolari che inizia il 16 dicembre e che ogni mattina alle cinque viene recitata nella Chiesa del Rosario, preceduta da zampognari che girano per le vie della città suonando il pastorale e con l’eccezionale mostra di Presepi artistici di Palazzo Gagliardi.
Appuntamento quindi a Vibo Valentia, accogliente ed antichissima cittadina della Calabria, oggi capoluogo di Provincia, ma che fu fondata dai Focesi dopo la distruzione di Troia, poi colonia greca e Municipio dei Romani, per gustare le zeppole, ma, nello stesso tempo, per conoscere il suo ricco, millenario ed inestimabile patrimonio archeologico.
Raffaele Arcella
