Un torrone da reCosa c'è di più classico del torrone per completare le ceste natalizie? vediamo insieme come nasce... |
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Il torrone è un prodotto tradizionale italiano che conserva la sapienza e la maestria degli artigiani di un tempo.
All’ingrediente principale del torrone, la mandorla o la nocciola, abbrustolita o tostata, vengono semplicemente aggiunti miele, bianco d’uovo, acqua e canditi.
Sappiamo che per molti Cremona è la patria del torrone, ma con certezza non sappiamo le sue vere origini.
Già presente la somigliante “Cupedia” all’epoca dei romani, il torrone moderno appare ufficialmente per la prima volta al banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti nel 1441 e prende nome dal Torrazzo, l’alta torre campanaria del duomo della città di Cremona.
Più probabile è che il nostro dolce sia stato portato nel bacino del mediterraneo dagli arabi e diffuso in Sicilia, in Spagna e Cremona. Il torrone sarebbe infatti una variante della “cubbaita" o "giuggiolena", dolce arabo fatto di miele e sesamo .
Perchè questo dolce era apprezzato sia dai nobili che dalla gente del popolo?
Indubbiamente era considerato un dolce regale, proprio Cupedia, divenuto “Cupeta” in dialetto, per i romani significava “sregolato desiderio di cibi delicati”: i nobili lo offrivano ai propri commensali ed ogni famiglia popolare poteva prepararlo in casa, quindi conservarlo per venderlo o mangiarlo nei giorni di festa.
Anche Benevento fa la sua parte del Leone nella produzione di dolci e di torroni tanto che approverà nel 2008 lo statuto “Città del Torrone” per valorizzare un prodotto simbolo di una terra e del suo popolo.
Il torrone si diffuse in particolar modo nel XVII secolo, periodo a cui risalgono le prime varietà pugliesi come il Perfetto Amore, costituito da miele, bianco d’uova e nocciole ricoperte da un naspro per lo più di cioccolato, limone o caffè. Altre varietà che si ricordano sono l’ingranato che aveva confetti lunghi e granelli di zucchero e il Torrone del Papa costituto da pinoli e frutta sciroppata.
Il torrone perfezionato o “Cupeta” nasce più tardi: mandorle tostate a fuoco lento per circa otto ore su cui si versano essenze odorose e al posto del naspro un’ostia.
Una variante eccellente al torrone tradizionale è il Torrone croccantino prodotto esclusivamente a San Marco dei Cavoti.
Si ricordano anche il Torrone Sardo di Antica Barbagia, e il torrone piemontese.
Se viaggiate a Cremona, oltre al tipico torrone e ai croccantini al caffè, teneri al gianduia, al limone e all’arancia potrete assaggiare anche la torta o Lia Türinina o Il Torrone Marrachesc: panna, cioccolato, burro, zucchero, datteri, fichi secchi, mandorle e, per finire, un tocco di piccante, dato dal pepe rosa.
Chi può resistere a tutte queste ghiottonerie?
Elisabetta Del Carlo
