
Febbraio è tradizionalmente il mese consacrato alla festa del Carnevale, ma come e dove sia nata questa celebrazione è un mistero su cui ancora oggi gli studiosi dibattono vivacemente.
C'è chi lo fa risalire ad antichi riti primitivi che celebravano l'avvicinarsi della primavera, chi ai riti pagani delle civiltà greca e romana; certo è che questa festa, più tardi incorporata nel calendario cristiano, ha acquistato una valenza religiosa ed è ormai indissolubilmente legata al periodo che precede la Quaresima. Da qui, forse, il significato della parola che secondo alcuni deriverebbe da “Carnem levare”, ossia “togliere la carne”, è noto infatti che nel periodo della Quaresima, secondo la religione cattolica, è d'obbligo mangiare di magro.
E proprio perchè con la Quaresima si prospettava un periodo di astinenza, durante il Carnevale era lecito fare un po' di tutto.
Certo chi ha in mente l'attuale festa in maschera, dedicata quasi esclusivamente al divertimento di bambini e adolescenti, è decisamente fuori strada. Il Carnevale dei secoli passati era tutt'altra cosa: in una società dove la separazione fra ricco e povero, fra nobile e plebeo, non poteva essere messa in discussione, il Carnevale rappresentava un momento di profonda trasgressione, in cui era consentito lo scambio di ruoli, in cui il povero poteva impersonare il ricco e viceversa, rompendo le barriere altrimenti imposte nella quotidianità.
Non a caso il Carnevale culminava nelle cerimonia dell'incoronazione del Re del Carnevale, che quasi sempre era un uomo afflitto da una qualche deformità, un reietto, che aveva in quella giornata un' effimera occasione di riscatto. La tradizione di mascherarsi prese poi piede nei secoli XV e XVI, per l'influenza della Commedia dell'Arte, e condusse spesso ad eccessi sfrenati, favoriti appunto dall'identità celata.
Oltre all'arcinoto Carnevale di Rio, in Brasile, anche molte città europee tengono alta la bandiera dei festeggiamenti carnascialeschi, basti pensare a Nizza, ma l'Italia sicuramente la fa da padrona con le famose e gettonatissime manifestazioni che si tengono a Viareggio e Venezia. La città lagunare richiama ogni anno migliaia di turisti che prenotano con mesi e mesi di anticipo pur di essere presenti a un evento davvero spettacolare che vanta forse le maschere più belle e suntuose del Carnevale. Ma non dimentichiamo la tradizione gastronomica italiana che anche in questa occasione ha trovato il modo di sbizzarrirsi e in vista del periodo di digiuno quaresimale ha creato dolci fritti e molto calorici: con nomi diversi da regione a regione impazzano infatti le chiacchiere, fritte o al forno, e i tortelli con o senza crema.
Se poi qualcuno desiderasse prolungare il divertimento e la trasgressione del Carnevale non bisogna dimenticare che a Milano esiste il Carnevale Ambrosiano che dura quattro giorni in più che nel resto d'Italia.
Narra la leggenda che la città continuò i festeggiamenti in attesa che Sant'Ambrogio tornasse in città per celebrare i riti della Quaresima e da allora a Milano il Carnevale dura fino al sabato immediatamente precedente la prima domenica di Quaresima, dando così la possibilità di prolungare di qualche giorno una breve parentesi di simpatica follia.
Eleonora Carantini
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