
L’otto marzo si festeggia la donna: ma come nasce questa celebrazione?
A livello internazionale questa giornata celebra la lotta contro i soprusi subiti delle donne e lo fa proprio in questa data poiché si ricordano simbolicamente coloro che sono morte mentre manifestavano per il loro diritti. L’otto marzo del 1908 infatti furono protagoniste di una tragedia le operaie di uno stabilimento tessile statunitense che stavano protestando contro le inumane condizioni di lavoro. Il proprietario per fermare lo sciopero ed evitare che si diffondesse, le chiuse nella fabbrica, dove però divampò un terribile incendio, forse anche perché appiccato volontariamente: 129 donne bruciate vive.
Molti anni dopo Rosa Luxemburg propose di indire la festa della donna in questa data per ricordare negli anni i sacrifici di tutte coloro che avevano lottato per i propri diritti e per il riconoscimento dello status di persone, così come gli uomini.
L’associazione della mimosa a questa festa arriva ancora dopo e ha origine in Italia: nel secondo dopoguerra l’Unione Donne Italiane organizzò la manifestazione per la prima festa della donna dalla conclusione della guerra e scelse come simbolo il fiore della mimosa. Già un’altra festa aveva usato come simbolo un fiore: il primo maggio aveva il garofano rosso che spesso era stato applicato sulla giacca, con una forte valenza rappresentativa. I motivi per cui la scelta ricadde sulla mimosa sono molto più semplici di quello che si potrebbe pensare: innanzitutto i suoi fiori sono di un colore accesso, inoltre sbocciano proprio in marzo e si trovano dappertutto, anche a costi bassi.
Oggi la festa della donna è una celebrazione della figura femminile in tutte le sue sfaccettature, ma è importante ricordare che nasce come giorno di protesta, di lotta, di ricordo dei sacrifici fatti e soprattutto delle ingiustizie che, in quanto donne, hanno sopportato nella storia.
Cecilia Morello
