MARZO 2008 CHI SIAMO - CONTATTI - NEWSLETTER

Primavera in arrivo

Dopo il grigio dell'inverno i colori della natura che si risveglia

segnala su digg.com segnala su delicious.com
segnala su technorati.com segnala su oknotizie.it
segnala su segnalo.it segnala su wikio.it

 Marzo è un mese importante. In marzo si festeggiano la donna e i papà. E soprattutto in marzo inizia il risveglio della natura e dell'uomo: inizia la Primavera. Ricompresa tra l'equinozio di Primavera (il giorno di marzo in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata) e il solstizio d'Estate (il 21 giugno, la data con il giorno più lungo dell'anno e di conseguenza con la notte più corta), questa stagione rappresenta, da sempre, metaforicamente e letteralmente, la rinascita, il risveglio, la fine del letargo degli uomini, degli animali e della natura.
Anche se, come si dice in questi casi, “non ci sono più le mezze stagioni” e quindi i fiori e le gemme non aspetteranno certo la mattina del 20 marzo per schiudersi, quando, alle ore 5 e 48, inizierà ufficialmente la prima stagione del nuovo anno.
Come avviene di solito in prossimità del 31 dicembre per gli impegni da assumere nel nuovo anno, anche in questo caso il passaggio dall'inverno alla primavera assume il significato di una transizione dal freddo, dalla pigrizia e dai pasti grassi e calorici, alle tiepide e lunghe giornate, alla ripresa dell'attività fisica solitamente necessaria per smaltire quanto accumulato durante il letargo, ai pasti salutari e leggeri (abitudine che solitamente non riesce ad essere portata oltre il 22 marzo). Quindi bando al cinghiale alla cacciatora accompagnato da generose dosi di Cannonau e ai taglieri di formaggi stagionati sublimati dal Nero d'Avola per lasciare spazio a piatti più “miti”, a preparazioni meno impegnative e che non rendano ancora più complicata la ripresa di una pur minima attività fisica in vista della bella stagione. Ecco quindi un autentico fiorire di insalate e verdure purificanti che non riempono poi molto ma placano la coscienza (non certo lo stomaco) per una mezza giornata. Come un'insalatina di Primavera, in cui mescolare felicemente mazzetti di cicoria rossa, spinaci, mais, scorza di limone grattugiata, foglie di basilico, un po' d'olio, aceto e sale.
Il desiderio, direi l'istinto, di riconquistare tempo libero e spazi aperti si coniuga poi perfettamente con la ripresa delle feste di paese e delle sagre, delle attività all'aria aperta e della riscoperta di tradizioni e territori.... Ad esempio a S. Bartolomeo delle Montagne, vicino Selva di Progno, una piccola località poco distante da Verona e dal Lago di Garda, il 29 febbraio e il 1 marzo viene celebrato “Osar Marzo”, un'antica usanza per chiamare la Primavera. La leggenda vuole che gli abitanti della Lessinia, nelle sere di fine febbraio, dopo un lungo e rigido

inverno, impazienti di ritornare al lavoro nei pascoli, si recassero sulle alture, muniti di campanacci e "racole" (strumenti di legno che agitati producevano un forte rumore), per sollecitare festosamente la bella stagione ad affrettarsi. Lo stesso scopo della festa denominata la Chiamata di Marzo (anche se si svolge nell'ultima domenica di febbraio). Inizialmente si trattava della manifestazione spontanea della gioia della gente di montagna, costretta a restare chiusa nella case e nelle stalle per quattro o cinque mesi, quando il primo tepore primaverile scioglieva le nevi invernali che bloccavano le comunicazioni tra le contrade e il centro del paese. Centinaia di pastori, mandriani, contadini scendevano in paese, abbigliati con fogge e costumi stravaganti, in un corteo compatto tra un rumore assordante (fucilate, campanelli, corni e campane) che doveva servire a svegliare la Primavera. Tutti si ritrovavano nella piazza con i propri attrezzi di lavoro, i propri armenti e ogni possibile arnese trasportabile e dopo il tramonto veniva acceso il falò sul quale bruciava "l'inverno", rappresentato da una grande sagoma di paglia. In provincia di Imperia invece vengono organizzati i “weekend tra i fiori della Riviera”, pensati gli appassionati della natura e della fotografia, della scoperta delle tipicità locali e delle passeggiate non troppo impegnative: visite a giardini botanici, pranzi con “la cucina dei fiori”, serre e vivai sono gli elementi principali di queste escursioni che si snodano tra i pendii che guardano il mare e che, con i primi caldi, risplendono di colori e profumi. A Forlimpopoli poi i festeggiamenti per la fine dell'inverno si scatenano all'inizio di marzo e si rifanno alla tradizione della Segavecchia, una festa popolare che si svolge ogni anno nella settimana di mezza Quaresima, con la partecipazione di decine di migliaia di persone provenienti da tutta la Romagna. Un grande fantoccio di cartapesta, raffigurante la Vecchia, viene segato in piazza distribuendo ai bambini i dolciumi e i giocattoli di cui è riempito. Le origine di questa celebrazione risalirebbero al Medio Evo: una vecchia di dubbi costumi, colpevole di aver mangiato carne contravvenendo al digiuno quaresimale, sarebbe stata condannata ad essere segata viva. Sembra però che le autentiche radici del rito siano meno truculente e legate ad antichissimi riti mediterranei legati alla celebrazione del ciclo naturale vita-morte-vita e alle feste del mondo rurale: la Vecchia segata rappresenterebbe la fine dell'inverno e il ritorno della primavera, stagione carica di frutti e doni per gli uomini.

Marco Paganini



Commenti

Elisabetta
05 Mar 2008, 18:32
Bellissimo questo articolo, si legge tutto d'un fiato :)
Grazia
12 Mar 2008, 17:28
Bellissimo l'articolo e bellissime le foto
*Nome:
Email:
Notifica di nuovi commenti a questo articolo
Nascondi la mia email
*Commento:
 
Powered by Scriptsmill Comments Script

Buoni a Tavola - La bottega dei prodotti tipici