
Il toponimo Rovigo, di incerta etimologia, potrebbe derivare dal greco rodom “rosa”, dal latino roda o da campi raudi. Capoluogo situato tra Adige e Po, conta 50mila abitanti. I primi insediamenti risalgono all’età del bronzo e reperti del V secolo a.c. testimoniano la presenza di etruschi. In epoca romana il territorio era attraversato da importanti strade e il nucleo urbano era una stazione di posta “mansio”. Il primo documento è del 838 e fa riferimento a “Villa Rodigo”. Una bolla papale del 920 concedeva al vescovo di Adria di costruire un castello. Il centro si sviluppò sulla riva sinistra dell’Adigetto e nel 1138 iniziò la costruzione delle mura. La posizione strategica portò ad notevole sviluppo e le famiglie locali si legarono con gli Estensi. Un ponte di legno venne costruito nel 1289 per collegare le due parti della città, ci fu un grande sviluppo urbanistico e vennero attuate bonifiche.
Nel ‘300 la città fu ceduta dagli Estensi a Venezia ma ritornarono nel 1438. Tra il 1482-83 si consumò la guerra del sale tra Estensi e Veneziani che si concluse con la vittoria della Serenissima. Nel ‘600 fu costruito il ghetto e nel ‘700 crebbe l’attività culturale. Dopo la caduta della Repubblica (1797) si verificarono avvicendamenti tra austriaci e francesi ma il Congresso di Vienna sancì il dominio dell’Impero che governò fino al 1866. Dopo l’annessione al Regno d’Italia fu costruita la ferrovia ma la rotta dell’Adige nel 1882 favorì l’emigrazione. Negli anni ’30 venne spostato l’alveo dell’Adigetto che divenne il Corso del Popolo. La disastrosa alluvione del ’51 allagò per anni le zone limitrofe ma le successive opere di bonifica trasformarono il territorio in pianura fertile.
Dall’A13 Padova-Bologna uscire al casello di Rovigo. Percorsi un paio di chilometri dopo il sottopasso della ferrovia, imboccare l’entrata al parcheggio. Andare a piedi in direzione corso del Popolo dopo qualche isolato sulla destra si erge il Castello di Rovigo (920) in fase di restauro, con le due caratteristiche torri medievali pendenti. Imboccando una laterale a sinistra si accede a Via Angeli, a destra l’omonimo Palazzo neoclassico, costruito nel 1780 da Francesco Schiavi. Sulla sinistra, nell’incrocio con Via Laurenti, Palazzo Roncale 
Fulcro della città è Piazza Vittorio Emanuele II su cui si affacciano: Loggia dei Notari (1428-29), Palazzo del Municipio (‘500), Torre dell’Orologio (1763), Palazzo dell’Accademia sede della biblioteca. Sul lato opposto l’ex Corpo di Guardia Austriaco e la colonna con il leone di S. Marco. Sul fondo imboccando Via Canevone si accede a Piazza Garibaldi, al centro il monumento equestre (1896), su cui si affaccia il Palazzo della Camera di Commercio (1934), Palazzo Ravenna, il Teatro Sociale (1819) e Palazzo Silvestri ( ‘400). E’ consigliato uno spuntino alla Trattoria Tipica Al Sole in via Bedendo, 6. Proseguendo lungo via Silvestri a sinistra la Chiesa di S. Francesco (1297) e a poche centinaia di metri la Chiesetta del Cristo (1213). Ritornando in via Silvestri e andando dritto fino a Piazza XX Settembre in fondo si trova la Chiesa della Rotonda (1594) di Francesco Zamberlan. Di pianta ottagonale custodisce un ciclo celebrativo del ‘600 sui miracoli della Madonna; il campanile è del Longhena. Ritornando indietro è consigliata una sosta al Caffè Borsa in Piazza Garibaldi o all’Hostaria La Zestea. Da Via Laurenti, scavalcando il corso e proseguendo dritti si sbuca davanti al Duomo riedificato nel 1464 e rifatto nel ’600 che custodisce sculture e dipinti di pregio. Nel quartiere S. Bortolo da vedere la Chiesa di S.Bartolomeo e il monastero che ospita il Museo dei Grandi Fiumi.
Piera Marsilio
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26 Mar 2008, 10:29
