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Il colore che mancava al vino: il verde

Da Spagna, Slovenia e Portogallo un'onda verde inizia a colorare le tavole e le happy hours italiane.

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Al vino rosso siamo abituati da sempre: dal lambrusco e popcorn di Ligabue alle abbondanti grigliate di carne che lo richiedono a gran voce. Il vino bianco è invece l'aperitivo per eccellenza e nei suoi riflessi nuotano i migliori piatti di pesce della cucina marinara delle estese coste italiane. Per completare la versione enologica della nostra bandiera manca ancora un colore: il verde, che di solito si abbina ai soldi, alla benzina o alla speranza. In questo caso è un verde europeo, che dalla Spagna, dalla Slovenia e dal Portogallo inizia a colorare le tavole e le happy hours italiane.
Da sempre siamo abituati all'etichetta del celebre verdicchio - dei castelli di Jesi e dei colli di Matelica (meno conosciuto ma secondo alcuni migliore del primo) - ma forse non ci siamo mai domandati il motivo di questo nome. Ebbene sì, si chiama così proprio per i riflessi verdognoli che si possono osservare se non lo si beve con velocità eccessiva. Quindi esiste un effettivamente un vino dal colore verde, starete pensando.
Certo che no. Anche se a forza di parlare di vini verdi una qualche confusione si è generata.. e poi non è detto che con gli ogm non si arrivi ad avere vini di ogni colore, dal viola al blu cobalto...
La definizione di vino verde farebbe invece riferimento alla raccolta dell'uva quando ancora non è ben matura e al fatto che queste bottiglie non si prestano ad essere conservate in cantina in attesa di tempi migliori ma devono essere bevute presto, quando sono giovani e acerbe.
In sostegno di questo peculiare tipo di vino è anche nata la Rete europea dei vini a tonalità verde, una iniziativa per sostenere iniziative e programmi di promozione dei settori vitivinicolo, enogastronomico, turistico, culturale dei territori di produzione. Al nostro Verdicchio si sono così associati lo spagnolo Verdejo, lo sloveno Zelèn ed il portoghese Vinho verde.
Il Vinho verde proviene dalla distretti vitinicolo portoghese del Minho: il suo basso grado alcolico contribuisce ad incrementarne il consumo e, per aumentare la confusione cromatica, va ricordato che l'80% della produzione è rappresentata da vino rosso, anche se quello maggiormente esportato è il bianco (ma non era verde?). La leggenda vuole che sia stato il primo vino portoghese esportato nel resto d'Europa e la zona del vinho verde è stata istituita per legge già nel 1908. I vinhos verde sono semplici e leggermente frizzanti (per l'aggiunta di anidride carbonica poco prima di essere imbottigliati) e sono generalmente caratterizzati da aromi fruttati e floreali. Possono essere prodotti da una o più uve, fino anche a venticinque, tra cui Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Pedernã.
Lo Zelèn proviene dall’alta dolina del Vipacco, più precisamente dal microclima di Pasji rep – Podnanos, ha un colorito verdastro con sfumature di giallo, un profumo intenso e delicato con un buon aroma di frutta e fiori e retrogusto di frutta esotica e note di mela verde (ovviamente) e pera. Si beve come vino novello fino ai 2 anni e mezzo sposandosi con paté di ricotta ed erbe aromatiche, ostriche, scampi, salsa alla tartara di branzino selvatico e altre preparazioni tipiche.

Il Verdejo nasce da vigneti piantati a quote elevate e su terreni calcarei e ben drenati nel nord della Spagna, nei dintorni della città di Reuda. Si tratta di un vitigno riscoperto di recente, dopo un oblio di centinaia di anni. La vendemmia viene fatta di notte e il risultato è un vino leggero, fresco e con note di miele.
Le sue origine risalgono all'undicesimo secolo, quando il bacino del fiume Duero fu ripopolato da Alfonso VI spostando gli abitanti della Cantabria, dei paesi Baschi e i mussulmani del sud. Sarebbero stati proprio loro a portare dall'Africa del nord il vitigno del Verdejo, che dopo un periodo di adattamento nel sud della Spagna riuscì a prosperare anche nel centro-nord del paese.
In ultimo, ma non certo per importanza, il nostro Verdicchio, dall'aspetto brillante, dal colore paglierino tenue con riflessi verdognoli. Ha un profumo delicato con fragranza fresca e resistente di frutta, non completamente matura, e floreale di fiori gialli, acacia e ginestra.
Tutte queste informazioni vi avranno fatto venire sete e forse anche fame...
Quindi sappiate che il Verdejo è buono con i crostacei ma anche con le tapas o la pizza; il Verdicchio apprezza l'abbinamento con pesce arrosto e ortaggi o con gli stuzzichini prepasto; lo Zelèn accompagna egregiamente salumi, carni bianche alla griglia e sushi; il Vinho verde non disdegna i formaggi caprini e i frutti di mare. Se non avete a portata di mano nessuno di questi e avete proprio voglia di bere verde, c'è sempre il salentino Verdeca, un vino con sentori di pera matura, mela renetta e fiori di campo: servito molto fresco è ottimo col pesce, antipasti di mare o con formaggi freschi.

Marco Paganini

Leggi l'intervista dell'esperto



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