Ma il vino verde, è davvero verde?Cinque domande sui vini verdi all'enologo marchigiano Alberto Mazzoni |
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1) Dopo aver lungamente navigato e cercato di approfondire l'argomento dei vini verdi non sono ancora riuscito a capire bene una cosa: questo nome deriva davvero dal loro colore e dai loro riflessi verdognoli oppure si riferisce soltanto al fatto che sono bottiglie da bere giovani?
Tutti i vitigni che si trovano sul parallelo che corre dal Portogallo alla Slovenia passando dalla Spagna e dall’Italia hanno la bacca bianca e da questi viene prodotto un vino unico con riflessi verdi. Un vino che è assolutamente soltanto bianco e la cui caratteristica principale non ha niente a che fare con l’invecchiamento; come del resto non esistono vini rossi che rientrino in questa categoria.
2) In Italia beviamo Verdicchio da anni, eppure solo ora che in Spagna e Portogallo si è affermata questa moda ci accorgiamo dei vini verdi. Lo spagnolo Verdejo, lo sloveno Zelèn ed il portoghese Vinho verde sono forse migliori del verde nostrano?
È difficile fare una classificazione così netta.. va però detto che il Verdicchio è senz’altro il principe dei vini verdi: noi abbiamo un clima e un terreno che oltre alla tonalità garantisce una rotondità che gli altri verdi non possono avere a causa di una maggiore altitudine, di una minore esposizione alla luce e al calore che li porta ad avere una acidità superiore.
3) Alcuni di questi vini vengono addizionati con anidride carbonica. Che effetto ha questo procedimento al momento della degustazione? Rende il vino più leggero o piuttosto è un limite al consumo?
Diciamo piuttosto che questo non avviene proprio: la lavorazione dei vini verdi non prevede alcuna aggiunta di gas.
4) Dovendo portare a tavola una buona "etichetta verde", quale sceglierebbe e con cosa la accompagnerebbe?
I verdi sono tutti vini di alto livello.. anche se sceglierei sicuramente il Verdicchio, che si abbina meglio di tutti alla nostra straordinaria cucina. Frutti di mare, piatti della tradizione marinara, addirittura il brodetto – nelle tre varianti di Ancona, Fano e San Benedetto – vengono valorizzati dal nostro Verdicchio: un vino talmente versatile da essere stato premiato (il classico superiore Balciana della cantina Sartarellli) come il miglior bianco per i formaggi di fossa, a cui di solito si abbinano dei rossi.
5) Per finire non posso non sfruttare questa occasione per togliermi una curiosità che mi tormenta da tempo, fomentata dalle teorie di un amico di Fabriano: il Verdicchio dei colli di Matelica è davvero miglio di quelli dei castelli di Jesi?
È davvero difficile dare un giudizio del genere… Dalla valle di Matelica, che corre parallela all’Appennino a 600 metri di altezza, nasce un Verdicchio di maggiore acidità che si presta meglio all’invecchiamento. Un prodotto di nicchia strettamente legato a quel particolare territorio. La produzione dei castelli di Jesi è di dieci volte superiore, ma non per questo è di qualità inferiore…
Marco Paganini
