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22 Lug 2008
Anguria o cocomero, è il “mangia e bevi” dell’estate. Dissetate naturale per eccellenza, soprattutto nei mesi estivi, è composto prevalentemente da acqua (93%). E’ il frutto che ha la percentuale di acqua più alta; la pesca ad esempio, è costituita dal 90% di acqua, mentre la mela dall’85%, ma l’anguria contiene anche il potassio, sostanza importante per l’organismo che perde con la sudorazione, e la quantità di zuccheri è davvero molto limitata. L’anguria contiene inoltre, sia la vitamina A, sia la vitamina C. pochissime le calorie: ogni 100 grammi ne contiene infatti solamente 15.

La pianta dell’anguria è il citrullus lanatus vulgaris o cucomis citrullus , e appartiene alla famiglia delle cucurbitacce, propria come la zucchina, il cetriolo, la zucca e il melone. Originaria dell’Africa tropicale, arrivò in Europa solo nel 1200. Anche in Italia, vengono prodotte le angurie. Si stima che in un anno, nel nostro Paese, siano quasi 600mila tonnellate, pari a 100milioni di angurie. Le regioni produttrici sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sicilia, la Campania. L’anguria matura, a seconda della qualità, a fine primavera, a fine agosto oppure nel mese di settembre. Un’anguria può arrivare a pesare anche 12-15 kg e il prezzo si aggira intorno ai 0,60 euro al chilogrammo.
La qualità più diffusa è la Crimson Sweet. Si presenta rotonda ( o allungata), di colore verde chiaro alternato a strisce verde-scure. La polpa è di colore rosso tenue, e il peso standard di un’anguria Crimson sweet è di circa 10 kg. Un’altra qualità di anguria è la Sugar Baby, inconfondibile, in quanto è piccola e tonda, e il suo peso non supera i 5 chilogrammi. Di colore verde scuro, la polpa è rossa e non contiene grandi quantità di semini.
L’anguria si serve solitamente a fette, ma si può anche tagliare a cubetti e creare, con un po’ di fantasia, degli spiedini con pezzi di altri frutti.
Frullato di anguria e pesca
Ingredienti:
1 pesca
1 fetta di anguria
1 fetta di melone
succo di mezzo limone
un cucchiaino di zucchero
Preparazione:
Private l’anguria e il melone dei semini e tagliatele a pezzetti senza la buccia. Lavate e sbucciate la pesca, tagliatela a pezzetti. Mettete nel frullatore l’anguria e il melone e ricavatene il succo in una ciotola. Nel frullatore ora mettete la pesca, lo zucchero, il succo preparato di anguria e pesca, il succo di limone e frullate fino ad ottenere un composto omogeneo.
21 Lug 2008
Eccoci arrivati all’ ultimo capitolo sulle Erbe aromatiche: i condimenti.
L’Aceto e l’Olio aromatizzati sono considerati prodotti di lusso e generalmente sono venduti a caro prezzo. E pensare che è così semplice crearli da sé !
Aceto - Mettete in un vaso a chiusura ermetica le erbe. Fatele macerare nell’aceto in un luogo caldo e soleggiato. Successivamente va filtrato per conservarlo in una bottiglia di vetro in luogo fresco e buio.
Olio - Pulite uno o due rametti degli aromi che preferite (solitamente si presta il Rosmarino) e lasciateli asciugare all’aria. Metteteli in una bottiglia colma d’olio extra-vergine e lasciate macerare per almeno una quindicina di giorni.
Sale - Frullate nel mixer un po’ di sale grosso, con l’aroma prescelto: meglio se questo è essiccato perché si può dosare più facilmente.
Burro - A temperatura ambiente ammorbidite il burro, poi amalgamatevi le erbe aromatiche lavate, asciugate e trite finemente. Quando il tutto sarà omogeneo, mettete il composto in una scodellina e fatelo rassodare in frigorifero. Servitelo sulla carne o pesci alla griglia ben caldi, sciogliendosi li insaporirà.

Questi sono gli articoli precedenti:
Erbe aromatiche - la marinatura
Erbe aromatiche: in pentola, usatele così
Erbe aromatiche: come creare il mini orto da balcone
Che dire, ora con questa mini guida, potete davvero usare un pò meglio le Erbe aromatiche in cucina !
15 Lug 2008
Anche Pablo Neruda celebra nella raccolta Odi Elementari il pomodoro, ortaggio rosso di origine americana e di adozione europea, e indiscusso della tavola in estate.
Gli italiani, tra capresi, pastasciutte e pizze ne mangiano 31 chili a testa l’anno. Nel XVII secolo era anche considerato afrodisiaco e per questo veniva chiamato dai francesi pomme d’amour.
Ma il pomodoro ha anche altre importanti caratteristiche. È, innanzitutto, un vegetale perfetto per chi vuole mantenersi in forma o smaltire qualche chilo in prevusione delle vacanze di agosto. Ha infatti pochissime calorie, circa 19 per 100 grammi, inoltre grazie al suo importante contenuto di acqua aiuta a sgonfiare ed è ideale per combattere la ritenzione idrica tipica dei mesi più caldi.

Ma per essere di aiuto alla linea, va consumato in insalata o nella classica forma passata e non fritto.
Ecco una ricetta gustosa e fresca per gustare questo prelibato ortaggio.
Cous Cous con rucola, ciliegini e mozzarella
Ingredienti :
200 gr di cous cous
20 pomodrini ciliegina
1 mozzarella fior di latte
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale e pepe
Preparazione
Tostate il cous cous in casseruola con un filo di olio extravergine, poi coprite con acqua calda e cuocete per 5 minuti. Spegnete e lasciate assorbire l’acqua, cosi da farlo gonfiare. Lavate i pomodori e dividetei in 4 spicchi. Lavate bene anche la rucola, eliminando prima la parte con i gambi, e asciugatela bene. Tagliate la mozzarella a dadini e la rucola a pezzetti. Fate poi raffredare il cous cous in una teglia da forno larga ungendola con un poco d’olio; mescolate spesso aiutandovi con una frustina. Amalgamate tutti gli ingredienti, condite con olio extravergine, sale, pepe e servite.
11 Lug 2008

Con il nome lavanda, o spigo, si indica un genere di pianta arbustiva e sempreverde, appartenente alla famiglia delle labiate, aromatica e con fioritura estiva. La lavanda è diffusa nel bacino del Mediterraneo e raggiunge un’altezza massima di 1,50 m. Alcune specie nascono spontanee in Italia o vengono coltivate negli orti per uso domestico. Ama il sole e cresce nei terreni argillosi, asciutti e ricchi di calcio.
Ci sono diverse specie di lavanda, tra le più importanti: Lavandula stoechas, a spighe di fiori porpora scuro, di forma quadrangolare; Lavandula dentata, con fiori piccoli coronati da brattee violette; Lavandula spica e Lavandula vera, a fiori violetti raccolti in spighe e con foglie lineari.

Quest’ultima è la specie di lavanda più conosciuta perché usata in profumeria per produrre, mediante distillazione in corrente di vapore, un’essenza, l’olio di lavanda, costituita principalmente da linalolo, geraniolo e limomene.
In aromaterapia, l’olio viene usato come antidepressivo. Infatti basta aggiungerne qualche goccia nell’acqua del bagno per provare una rilassante sensazione di benessere. Inoltre l’acqua arricchita con l’essenza di lavanda, aiuta a combattere il problema dei capelli grassi, se usata nell’ultimo risciacquo durante il lavaggio.
Spesso i fiori secchi vengono raccolti in sacchettini di tela traforati e utilizzati per profumare la biancheria, grazie all’odore delicato che riescono a conservare per lungo tempo.

Sempre molto apprezzata, la lavanda è anche un’attrattiva turistica. In Provenza hanno organizzato “les routes de la lavande” riunendo itinerari, soggiorni, visite guidate, feste, incontri con gli artigiani del settore e una serie di altre iniziative dedicate al fascino di questo fiore.

Anche in America, e precisamente a Sequim (Washington) il 18, 19 e 20 Luglio celebrano il festival della lavanda, dove vengono mostrate ai visitatori immense vallate che contengono ben 144 varietà diverse della pianta. Tutto accompagnato da musica, workshop e degustazioni. Potrebbe sembrare strano, ma la lavanda trova applicazione anche in cucina, diventando un ingrediente insolito, ma decisamente gustoso. Ecco due ricette, una salata e una dolce:
Focaccia alla lavanda
Ingredienti
50 g di miele
200 g di acqua
1 bustina di lievito di birra secco
600 g di farina
15 g di sale
200 g olio extra vergine di oliva
30 g di fiori di lavanda secchi
Procedimento
Sciogliere il miele in 100 g di acqua tiepida, aggiungere il lievito e lasciare riposare per 10 minuti. Versare la farina su un piano, aggiungere al centro il composto ottenuto in precedenza, assieme a 180 g di olio, impastare con l’acqua, quindi aggiungere il sale. Lasciare lievitare per circa un’ora. Tritare finemente la lavanda e versarla in una ciotola con 20 g di olio. Stendere la focaccia in una teglia oliata. Versarvi l’olio alla lavanda e aggiungere un po’ di sale. Cuocere per 15 minuti a 220°.
Dolcetti alla lavanda

Ingredienti
225 ml di latte
8 spighe di lavanda fresche
125 g di burro
125 g di zucchero
2 uova
125 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
estratto di vaniglia
500 g di panna fresca
500 g di mascarpone
Procedimento
In una piccola casseruola versare il latte e le spighe di lavanda, mettere sul fuoco e togliere la casseruola prima che cominci bollire. Coprire e lasciare riposare per 20 minuti. Filtrare la lavanda e lasciar raffreddare per altri 10 minuti. Preriscaldare il forno a 200 gradi. Lavorare il burro, lo zucchero, la farina, le uova e l’estratto di vaniglia fino ad ottenere una pastella liscia. Durante la lavorazione aggiungere poco alla volta 125 di latte alla lavanda. Quindi aggiungere il lievito. Versare il composto in 12 stampini da bignè e cuocere in forno per 15 - 20 minuti finché non siano dorati in superficie. Far raffreddare i bignè. Per guarnire, montare la panna, incorporarvi il mascarpone e 100 g di latte alla lavanda, versare tutto in una siringa per dolci e ricoprire la parte superiore.
2 Lug 2008

Sauris (UD), perla delle Alpi, è famosa per la gastronomia, in particolare per il suo prosciutto affumicato con legno di faggio aromatizzato con ginepro ed erbe, lasciato stagionare per un mese.
Le cosce vengono affumicate in appositi locali per 3/4 giorni, periodo nel quale acquistano il gusto e l’aroma del fumo sprigionato dalla combustione di legno di faggio in caminetti.
Già dall’antichità tutte le famiglie avevano un maiale che utilizzavano sia per l’alimentazione che per le attività di baratto, e conservavano la carne suina con la tecnica dell’affumicatura.
Al prosciutto di Sauris è dedicata la rassegna gastronomica del 12-13 e 19-20 luglio. La festa, che riempie le stradine degli angoli di Sauris con variopinte bancarelle e chioschi, propone degustazioni dei prodotti locali: soprattutto prosciutto e speck, ma anche formaggi, gnocchi, piccoli frutti e dolci, accompagnati dalla birra locale e dai vini del “vigneto Friuli”.
In un mercatino si potranno acquistare i prodotti alimentari della montagna carnica e dell’artigianato locale.
Musica e balli animeranno tutto il paese fino a tardi, accompagnati da grandiosi fuochi d’artificio il sabato sera.
Il Prosciuttificio Wolf presenterà la mostra “Nives Meroi incontra Sauris. L’alpinista ripercorre attraverso le immagini gli ottomila conquistati”.
Sarà possibile fare un giro nei dintorni di Sauris di Sotto a bordo di una carrozza trainata da cavalli.
23 Giu 2008
Questa volta vi parlo, di come le Erbe aromatiche ravvivano ed insaporiscono i piatti, sotto forma di salse.
Le salse “fredde” sono preparazioni a base di ingredienti legati fra loro senza cottura. La giusta consistenza di queste salse viene raggiunta dosando correttamente gli ingredienti. Le più note sono il pesto e la maionese.
Gli utensili per prepararle in casa.
Il mortaio con il pestello è indispensabile per preparare il pesto nel modo classico, inoltre serve per tutte quelle salse (come per esempio l’Aioli) che riescono meglio se gli ingredienti vengono ridotti in pasta.
Indispensabili un buon mixer o un frullatore.
Il passaverdura munito di disco a fori piccoli: per salse dalla consistenza omogenea, ma grossolana.
Il setaccio: per salse dense ma fini.
Il colino conico a rete fitta: per salse liquide.
La frusta elettrica o a mano: molto pratica per montare le uova.
Una serie di ciotole dalle varie capacità, ma non in metallo.
Un paio di spatole di gomma flessibile.
Per una buona riuscita.
Presentano una gamma di colori molto ampia perché non interviene il calore a modificarne l’aspetto. Ma perché riescano bene, devono essere eseguite a regola d’arte.
Il metodo per fare in modo che la salsa resti compatta più a lungo è montare gli ingredienti girando la frusta o il cucchiaio nella stessa direzione.
Se filtrate gli ingredienti con un colino, schiacciateli a fondo con il dorso del cucchiaio per estrarne al massimo sapore e succo.
Se gli ingredienti sono molto asciutti, e volete usare il passaverdura, ammorbiditeli, spruzzandoli con del liquido (acqua, olio, aceto, brodo, succo di limone…).
La salsa di pomodoro resterà di colore dal rosso intenso, se i pomodori vengono passati al setaccio.
Per legare una salsa, si possono usare yogurt, ricotta, panna montata (non zuccherata), mascarpone e tuorlo d’uovo sodo.
Il sale, prima di amalgamarlo agli altri ingredienti, deve essere sciolto nel liquido previsto.
Per addensare una salsa troppo liquida, si unisce un po’ di mollica di pane bagnata nell’acqua ( ma senza frullarla, altrimenti diventerà collosa).
Ricordate che le salse a base di erbe aromatiche non vanno preparate con molto anticipo: ossidandosi facilmente, prendono un colore scuro poco invitante. Tenetele comunque in frigorifero e mescolatele prima di servirle.
Come conservarle.
Si conservano per 2-3 giorni in frigorifero, chiuse negli appositi contenitori o coperte con della pellicola. Le salse fredde si possono conservare in freezer per un paio di mesi in piccoli contenitori o in vasetti di vetro, senza riempirli troppo, poiché il composto, gelando, aumenta di volume. Attenzione: quelle a base di uova non si possono conservare in freezer.
La vinaigrette e la citronnette, si possono tenere in frigo per 2 settimane chiuse in bottigliette.
Come servirle.
Si possono versarle direttamente sulla preparazione, oppure sul fondo del piatto prima di disporvi la pietanza.
Nel caso di insalate o di alimenti che potrebbero «cuocere» restandovi troppo a lungo a contatto, è possibile servirle anche a parte.
Ad ogni modo, la salsa non deve mai ricoprire completamente le vivande che accompagna; se ne versa un cucchiaio o due in centro o di fianco alla preparazione e la rimanente si serve a parte nelle apposite salsiere.
La più famosa: il Pesto.
Questa ricetta è tratta dal sito www.pestoedintorni.org , la rassegna ed esposizione di pesto, prodotti agroalimentari e ittici liguri, che si svolge a Genova nel mese di ottobre.
Ingredienti:
6 mazzetti di basilico genovese o ligure
3 spicchi d’aglio
40 gr. di pinoli
50 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato
30 gr. di pecorino sardo grattugiato
1 bicchiere di olio extravergine di oliva della Riviera Ligure
sale grosso
Togliete le foglie del basilico dalle piantine, lavatele e fatele asciugare su carta assorbente con delicatezza. Mettete l’aglio mondato nel mortaio di marmo, pestatelo con pestelli di legno d’ulivo fino a ridurlo in poltiglia, unite i pinoli e continuate a pestare. Aggiungete le foglie di basilico ed una presa di sale grosso, che ha il compito di mantenere brillante il verde del basilico, e schiacciate, senza pestare, contro le pareti del mortaio, roteando, fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete i formaggi e, sempre rimestando, diluite con l’olio versato a filo, meglio ancora goccia a goccia, finché il battuto raggiungerà la densità voluta.
Alcuni abbinamenti.
Aioli: adatta per uova sode, agnello, pesce, verdure cotte.
Bagnet Vert: si serve soprattutto con il lesso.
Alla Maggiorana: per pesci e carni alla griglia.
Alla Menta: per agnello arrosto e pesce lesso.
Moutarde: con gli antipasti e le verdure.
Salmoriglio: ottima per pesce alla griglia o arrosto.
Alla Senape: per insaporire carni e verdure.
Tapenade: per pesce lesso e uova.
Verde leggera: per tutti i bolliti di pesce e di carne.
Non mi resta di augurarvi, Buon Appetito !!!
19 Giu 2008
Nella preparazione di un menu a base di formaggio dovete porre attenzione ad alcune piccole regole durante la preparazione.Per quanto riguarda il primo piatto bisogna scegliere il tipo di fontina non troppo stagionato perchè la crema risulta più morbida, mentre le farfalle colorate si trovano nei supermercati in confezioni dove sono mescolate farfalle d i vari colori: bianche, verdi (agli spinaci), nere (al nero di seppia), rosse (al pomodoro). Se non si trovano le farfalle, si possono usare altri tipi di pasta corta (fusilli, conchiglie), sempre di colori diversi. Inoltre, per quanto riguarda il secondo piatto, la besciamella si può cucinare anche a microonde. Bisogna mettere gli ingredienti della besciamella al freddo in un recipiente a bordi alti; infornare nel microonde e cuocere 6 minuti alla massima potenza, mescolando ogni 2 minuti. A fine cottura, fare riposare 2 minuti.Infine un consiglio enologico per il dolce: accompagnare la torta con un vino bianco dolce e profumatocome il Torcolato di Breganze.

farfalle di tre colori 480 g
Portare il latte quasi a bollore. Sciogliere il burro 1 minuto in un tegamino a fuoco basso. Aggiungere la farina setacciata tutta in una volta e cuocere 2 minuti mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Unire 2 bicchieri di latte bollente al composto di burro e farina mescolando. Portare a bollore, versare poco alla volta il latte rimasto, mescolare. Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e cuocere 10 minuti a fuoco basso mescolando continuamente, spegnere.Versare il grana e l’emmental nella besciamella, mescolare finchè sono sciolti. Fare raffreddare.
Versare il pangrattato in un piatto piano, rompere l’uovo in un piatto fondo, sbatterlo 1 minuto con la forchetta. Raccogliere la besciamella a cucchiaiate e formare crocchette un po’ schiacciate. Tagliare la fontina a dadi di 1 cm, inserire al centro di ogni crocchetta un dado di fontina.
Passare ogni crocchetta nell’uovo e nel pangrattato. Passarle ancora nell’uovo e infine nel pangrattato, premendo leggermente per far aderire bene l’impanatura.
Scaldare l’olio di arachidi in una padella bassa e larga. Immergervi le crocchette e friggerle 3 minuti, poche alla volta, voltandole con una paletta a metà cottura.
Scolare con mestolo forato su carta da cucina. Servire ben calde.
16 Giu 2008
Lo yogurt è un latte fermentato. La trasformazione da latte a yogurt viene effettuata dai lattobacilli, fermenti lattici che prima scindono il lattosio, lo zucchero del latte, in glucosio e in galattosio, e poi da questi zuccheri producono acido lattico e aromi. Affinché il prodotto finale possa essere chiamato “Yogurt”, la legge impone che vengano usati solo due lattobacilli: Streptococcus thermophylus e Lactobacillus bulgaricus.
Al momento della produzione lo yogurt deve avere circa 100 milioni di fermenti lattici vivi per grammo e al momento del consumo circa 10 milioni per grammo. Più il tempo passa, più i lattobacilli dello yogurt diminuiscono, fino a scomparire.
Le eventuali aggiunte di frutta o altri ingredienti vengono effettuate subito prima del confezionamento, poi lo yogurt viene refrigerato a 4 gradi e conservato a questa temperatura fino al momento del consumo.
Lo yogurt, dato che non contiene lo zucchero del latte, è adatto anche a persone intolleranti al lattosio. E’ più digeribile del latte, molto ricco di calcio e di vitamine del gruppo B. Inoltre i fermenti lattici vivi hanno un effetto benefico sulla mucosa intestinale.
E’ indispensabile durante e dopo una terapia antibiotica, infatti ricostruisce facilmente la flora batterica intestinale che è sempre danneggiata dall’uso di questi farmaci.
Lo yogurt è un alimento versatile: può essere consumato a colazione, a merenda, a fine pasto, come spuntino prima di andare a dormire. Può essere dato ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza.
15 Giu 2008
Duemila anni fa, in Lucania (o se preferite Basilicata), secondo la tradizione, è nata la Pasta. Gli antichi romani la chiamavano “Lacane” e sembra che il poeta Orazio, quando tornava dal mercato, si preparasse gustosi piatti di Lacane con ceci e lampascioni (cipolle selvatiche, tipico prodotto pugliese).
Oggi, la Lucania, gode la fama di preparare “la pasta più buona del mondo”: sempre senza uova e fatta a mano, grazie al saporito grano della piana di Metaponto. Dalle sapienti mani dei contadini, sono nati vari prodotti, che hanno preso il nome dalle loro particolari forme: cavatelli, cazini, farfalle, fischietti, fusilli, lagane, maccheroni a ferretti, minuic, orecchiette, perciatelli, ricci. Tra le centinaia di possibili tipi di pasta e di sughi con cui condirli, consiglio due paste ripiene: i calzoncini (’u cazini) di Matera e i ravioli di Potenza. I cazini sono di forma di mezzaluna, piccoli, e il ripieno è agrodolce: ricotta, zucchero, cannella, noce moscata. Si servono conditi con ragù di carne di agnello. I Ravioli di Potenza sono di forma quadrata, farciti con ricotta, prosciutto crudo, uova, prezzemolo, pepe, e vengono conditi con sugo di carne e insaporiti con ricotta salata e pecorino piccante.
La sua fama non si è potuta espandere; se si vuole assaggiarla, bisogna andare di persona nella lucania, dove altri prodotti locali ci attendono, golosità introvabili altrove, come i fagioli “poverelli”, le lenticchie di Lauria, i peperoncini piccanti di Senise, i prosciutti di Piperno, le salsicce di Maratea, e tutti i formaggi caprini e pecorini che si producono in ogni villaggio della regione. Pensate, inoltre, che ci sono altre specialità tipiche della lucania, che una volta esportate, hanno rischiato di perdere la loro paternità. Lo sapevate che qui è nata anche la lucanica, la lunga salsiccia arrotolata, senza strozzature, che molti vogliono di origine lombardo-veneta?
11 Giu 2008
Quante volte, andando dal pescivendolo, ti sei domandata: ma questo pesce sarà buono? In che acqua avrà vissuto fino ad ora? Bene, con la trota non si incorre in nessuno pericolo: questo pesce d’acqua dolce riesce a sopravvivere e a riprodursi solo in acque non inquinate. Inoltre, le trote in commercio, sono quasi sempre d’allevamento. Questo, tra le altre cose, è un bene, poichè è stato accertato che un pesce d’allevamento come la trota, finisce per essere più ricco di omega 3 rispetto al pesce selvatico. Prima di acquistare assicurati comunque che sia fresco: coda e pinne devono essere intatte, la carne soda, l’occhio vivo e l’odore non troppo forte.

La trota è un alimento nutriente, proteico, saporito e soprattutto facile da digerire. 100 grammi di questo pesce forniscono all’organismo almeno il 15% dele proteine utili in tutto l’arco della giornata, hanno meno di 3 grammi di grassi e colesterolo molto basso. Questo pesce d’acqua dolce è dunque un’ottima alternativa alla carne e pò sostituire alimenti come le uova. La trota è anche un ottimo contenitore di sali minerali, quali il fosforo e il selenio, noto per le sue proprietà antiossidanti. Il potassio, inoltre, è presente in quantità piuttosto elevata, al contrario del sodio, favorendo quindi il giusto equilibrio sodio/potassio. Per questo motivo si tratta di un alimento consigliabile anche a chi soffre di ipertensione.
Ricetta: Trote alla ricotta
Ingredienti per 4 persone: 4 trote del peso di circa 500 gr ciascuna, 1 bicchiere di vino bianco o rosso, 1 dl di salsa di pomodoro, 1 cucchiaino d’olio d’olia, sale e pepe. Per la farcitura: 300 gr di ricotta romana, 1 mazzetto di basilico, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 mazzetto di erba cipollina, 2 pomodori.
Per la farcitura: scottiamo i pomodori in acqua bollente, togliamo semi e buccia, tagliamoli a dadini, e mettiamoli in un colino per 20 minuti, per eliminare l’acqua in eccesso. Poi poniamoli in una scodella con ricotta e basilico, prezzemolo ed erba cipollina. Mescoliamo tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo che lasceremo riposare mentre prepariamo il pesce. Puliamo dunque le trote (privandole delle interiora), quindi laviamole, asciughiamole e ricaviamone 8 filetti. Su quattro poniamo la farcitura, per poi coprirli con gli altri filetti. Accendiamo il forno per riscaldarlo a 180°, e nel frattempo ungiamo una teglia, nella quale verseremo il vino e adageremo i filetti. Aggiustiamo di sale e pepe e ricopriamo la teglia con carta d’alluminio. Mettiamo in forno e facciamo cuocere per 10 minuti. Contemporaneamente, facciamo scaldare in un pentolino la salsa di pomodoro, che servirà per accompagnare i filetti serviti ben caldi.