il magazine di prodottitipici.com
25 Giu 2008
Tozzo e quadrato, ora solo imponente ma in altre epoche anche minaccioso, il castello dei conti di Roero ospita l’elegante ristorante che Fulvio Siccardi e Lucia Garrelli, rispettivamente in cucina e in sala, vi hanno aperto, intitolandolo alla famiglia che possiede ed abita il maniero fin dal XIV secolo. Articolato in vari locali, tra i quali una cosidetta “sala dei sigari” di squisita fattura, il locale è di austera architettura, tutto travature in legno e volte in mattone, ingentilito però e reso familiare dai tavoli imbanditi con misurata e fresca raffinatezza. Del resto, l’eleganza è dovunque: nell’addobbo dei tavoli come nella presentazione dei piatti, cosi belli a vedersi che pare quasi un peccato mangiarli, ispirati come paiono essere alle coreografie della nouvelle cuisine se non adirittura alle rarefazioni dei giardini zen.

Ed è nella consistenza di questi piatti, in genere non proprio abbondanti, la sola piccola controindicazione del Conti Roero: anche se un detto di antica saggezza consiglia di alzarsi da tavola con un po’ di appetito. Ma l’esperienza si conferma entusiasmante quando dall’occhio si passa al palato, pronto a constatare l’evidente cura che Siccardi mette in ogni piatto, tutti preparati ad personam con ingredienti di primissima qualità. Non ancora quarantenne, ma ricco di esperienze nella fascia più qualificata della ristorazione nazionale, lo chef pratica una cucina che più che alla tradizione locale, si rifà a criteri di libera ricerca, che hanno valso al suo ristorante il prestigioso riconoscimento di una stella Michelin, ad un solo anno di vita nel 2005. Il menù è suggestivo, molto elegante: ci si incontrano il bacalo islandese crudo marinato, al vapore e fritto, la carne cruda battuta a coltello e finissima all’albese o la singolarissima bourguignonne 2004. Ciliegine sulla torta, la ricchissima carta dei vini e l’eccezionale offerta dei dessert.