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12 Lug 2008
Strano destino quello di Chioggia, capitale del mercato ittico del Nord Italia.
Nata come Venezia su una laguna, ma qualche secolo prima di Venezia, è stata subito schiacciata dal colosso veneziano da cui dista meno di un’ora di vaporetto. I veneziani nei secoli si sono arricchiti con i commerci verso l’oriente. I chiozzotti, invece, sono rimasti contadini e pescatori. Si sono dedicati alla coltivazione dei molluschi (qui si allevano le cozze più saporite migliori d’Italia, alla pari solo con quelle tarantine) e alla pesca in Adriatico. Ed è stato il pesce la salvezza della piccola cittadina che alla fine della seconda guerra mondiale rischiava di vivere soltanto come satellite di Venezia. E invece, pian piano, i pescatori si sono attrezzati, hanno pensato non solo al loro atavico mestiere, ma si sono organizzati per la commercializzazione del prodotto ittico, per la sua conservazione.
Da non perdere…
Arrivare a Chioggia e perdersi è un tutt’uno. Al turista che la vede e la visita per la prima volta, occorre un po’ di tempo per abituarsi all’intrico di terra e di mare. Se non si sa dove andare, sembra che ogni strada qui inizi e poi finisca contro un muro, un campo, un cancello che chiude una casa con l’orto. Per non perdersi, però, basta tenere sempre d’occhio la lunga via pedonale che inizia alla porta d’ingresso della città, Porta di Santa Maria, e corre sino al molo di Vigo, da dove partono i vaporetti che collegano Chioggia a Venezia.
Proprio nelle vicinanze della porta, ecco la Cattedrale, ricostruita in stile rinascimentale, quasi barocco, dopo un disastroso incendio scoppiato nella notte di Natale del 1623. Ma i monumenti più belli sono probabilmente le piccole chiesette di San Martino e di San Pieretto, vicinissime alla Cattedrale. Da non perdere, la parrocchiale di Sant’Andrea che fino a non moltissimi anni fa era accudita direttamente dai pescatori di Chioggia.
Uscendo dal centro cittadino e spingendosi verso l’antica frazione di Sottomarina, si trova una delle stazioni balneari più apprezzate del Mediterraneo. Dieci chilometri di spiaggia aperta dove fermarsi in qualunque piccolo ristorante per gustare gli infiniti piatti tipici della zona: le soase, le anguele, i passarini, i sievali e le masanete. E ancora i caparossoli in savonarola (seppioline alla pescatore con un sugo indimenticabile) o gli spaghetti alla canocia.
10 Lug 2008
Oggi facciamo un tour in una delle più belle città d’arte pugliesi: Ostuni. Una delle sue particolarità è il colore delle case, ovvero bianco. Proprio per questo motivo, la città viene chiamata anche “città bianca”. Nel centro storico di Ostuni possiamo ammirare molte case basse, che ne caratterizzano la zona.
Molto bella è la Cattedrale di Ostuni, risalente al XVI secolo, una protagonista di numerose ristrutturazioni nel corso degli anni. Lo stile romanico tipico pugliese, caratterizza la Cattedrale, che è costituita, nella facciata, da un grande rosone. Non lontano dalla Cattedrale, troviamo un’altra bellezza della città di Ostuni: il Palazzo Vescovile. Costruito nel XVI secolo, negli anni successivi è stato oggetto di ristrutturazioni. Oggi il Palazzo ospita diverse strutture della Curia. Anche la Chiesa di San Francesco, è molto antica, ma la sua ultima restaurazione risale al 18° secolo. Facente parte del Convento Francescano, i lavori di rifacimento e modifiche furono a base di decorazioni tipiche degli stili barocco ed ecclettico.

Prima di una meritata pausa pranzo, non possiamo non ammirare il Palazzo Municipale, risalente al XIV secolo e ristrutturato quattro secolo più tardi. La particolarità di questo palazzo è quello di conservare ancora, nonostante i lavori di ristrutturazione, una bellissima decorazione settecentesca. Ma ora, è arrivato il momento di mettere le gambe sotto al tavolo! Tanti i locali proposti nella cittadina di Ostuni, che vive soprattutto di turismo, anche se agricoltura e allevamento occupano una buona percentuale. Il ristorante che ho scelto per voi, è situato in pieno centro storico ad Ostuni. Si chiama Osteria del Tempo Perso. Cucina tradizionale, ottimo servizio, buoni prezzi.
2 Lug 2008
Feltre è una ricca cittadina, circondata dalla bellezza delle montagne delle “Vette Feltrine” nel Parco delle Dolomi Bellunesi. Arroccata sul “colle delle capre” ha come caratteristica principale la ricostruzione veneziana, con le famose architetture dipinte, lungo le principali vie: Mezzaterra, Paradiso, Luzzo, Tezze, Ruga. L’ampia piazza Maggiore corona con le sue mutevoli prospettive architettoniche la festa di colori e forme delle strade ascendenti:dal Palazzo della Ragione, Palazzo Pretorio, il castello medievale, la Chiesa votiva a San Rocco del tardo ‘500. Nel palazzo della Ragione brilla il piccolo teatro della Sena, un vero gioiello, miniatura della Fenice veneziana, accanto al fastoso salone degli stemmi al quale si accede dal porticato palladiano. Non lontano, in Via Luzzo e poco dentro la gotica Porta Oria è il Museo Civico, con reperti archeologici.
Come in molte città venete non manca la passeggiata al sole o “liston”, qui sotto le vecchie mura della cittadella, ove si svolge il martedì un ricco e variopinto mercato di merci varie. Pregevoli opere d’arte nelle chiese del territorio e della città stessa giustificano escursioni e visite specifiche; in particolar modo merita però attenzione il non lontano Santuario di San Vittore, costruito e decorato a partire dal sec. XI ed il cui interno è tutto avvolto da una continua trama di pitture. Non va trascurata una visita al Vincheto di Celarda, riserva naturale di popolamento animale e vegetale. Degna di nota la Galleria d’arte moderna Carlo Rizzarda, una tra le più importanti esposizioni al mondo dell’arte del ferro battuto.
La concentrazione di molteplici attività produttive, commerciali e di servizio vivacizza l’area cittadina con iniziative che costituiscono richiamo turistico: dall’annuale celebrazione del Palio, alle manifestazioni sportive come il Giro delle Mura (Podismo) e la 24 Ore di Ciclismo (per dirne alcune). Un appuntamento da non perdere è dal 3 al 6 luglio la “Mostra dell’Artigianato Artistico e Tradizionale “Città di Feltre”. In questi giorni la cittella aprirà i suoi Palazzi ad uno straordinario afflusso di visitatori, attratti da una variegata esposizione di prodotti di altissima qualità provenienti da ogni parte d’Italia: ferro battuto, lavorazione oro e argento, pietra, ceramica e mosaico, tessuti ed abbigliamento, cuoio, vetro, legno, edilizia, oggettistica, prodotti alimentari…
Feltre è dotata di attrezzatura ricettiva e di ristorazione, e può contare sia in città che nelle numerose frazioni del vasto territorio, su una ampia disponibilità di posti letto.
26 Giu 2008
Sirmione è una bellissima località turistica, situata tra Peschiera del Garda e Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, in Lombardia. Località termale da tantissimi anni, è una meta sicura per cure inalatorie, ma non solo. Specializzata anche in cure dermatologiche, sono molti i turisti che approfittano, durante il loro soggiorno, per fare qualche seduta alle terme. Ma iniziamo a visitare le bellezze di Sirmione.
Le Chiese degne di nota, sono la Chiesa di San Pietro in Mavino, risalente all’anno 1070. Costruita a forma di capanna, fu protagonista di ristrutturazioni nel 1300. All’interno si possono ammirare diversi affreschi risalenti del XII secolo al XVI secolo. Risale invece al 1400 la Santa Maria Maggiore, costruita sulla base di un’altra chiesa: San Martino in Castro. Anche qui, all’interno vi sono numerosi affreschi.
Da ammirare anche un Crocifisso del 500 e una Statua della Madonna in trono. Risalente allo stesso periodo, è la Chiesetta di Sant’Anna, situata presso il Castello. Affreschi e statue del 1500, sono le bellezze che conserva la Chiesa. Nella zona del cimitero invece, molto carina è la chiesetta dei Santi Vito e Modesto. Risalente all’VIII secolo, fu ristrutturato qualche secolo più tardi. La Chiesa è dedicata ai Santi Protettori di Sirmione: Vito e Modesto appunto.
Un’altra bellezza di Sirmione è il Castello Scaligero, circondato dal Lago di Garda. Tappa obbligatoria per tutti i turisti sono sicuramente le Grotte di Catullo e l’Antiquarium. All’interno del Museo Paleontologico si possono ammirare Palazzo Maria Callas, sede di numerose mostre espositive.
E prima di sbizzarrirci nei mille coloratissimi negozietti, facciamo una meritata pausa pranzo. In Via Dante Alighieri 16, in pieno centro storico, c’è l’Antica Trattoria “La Speranzina”. Cucina tradizionale e tanta cortesia, sono i principali ingredienti del locale. E dopo aver mangiato, una bella passeggiata è il miglior modo per digerire. Non si può certo tornare a casa senza un souvenir di Sirmione! E a questo proposito, sono svariati i negozietti di questo genere, che vendono oggetti di ogni tipo, per ricordare la meravigliosa località turistica di Sirmione.
19 Giu 2008
Una giornata a Stresa vi farà vivere tantissime emozioni per le sue innumerevoli bellezze, ad iniziare sicuramente dal Lungo Lago. Il Parco di Villa Pallavicino è un sogno di meraviglia naturale, tra alberi e giardini fioriti ordinati, il tutto su una superficie di circa 20 ettari. Ma la bellezza del Parco è rappresentata anche dalle circa 40 specie di animali tra cui canguri, zebre, fenicotteri. Non manca ovviamente un attrezzatissimo parco giochi per i più piccoli. Un’altra bellezza di Stresa è il Giardino Alpinia, la cui superficie è di circa 40 mila metri quadrati. Il Mottarone invece, conosciuto come “la montagna dei due laghi”, è un insieme di torrenti, boschi e verde da sogno.

Chi visita Stresa, difficilmente se ne torna a casa senza aver prima visitato le Isole Borromee: Isola Bella, Isola dei Pescatori e Isola Madre. Il battello ci porterà nelle isole di Stresa. L’Isola Bella oltre ad avere una miriade di negozi etti e locali, possiede la dimora del Conte Vitaliano Borromeo. All’interno del Palazzo costruito in stile barocco, si possono ammirare quadri, arazzi e arredamento di valore. Da ammirare anche i giardini con fiori davvero belli e rari e gli ornamenti di terrazze e balconi.
L’Isola dei Pescatori, denominata così per il lavoro svolto dalla maggior parte degli abitanti, è caratterizzata da una serie di vie strette, negozi di souvenir e locali. L’Isola Madre invece è la più grande rispetto alle altre due. Qui si possono ammirare piante particolari uniche (è famosa la fioritura delle azalee), fiori esotici e animali liberi come pappagalli e fagiani.
Il Palazzo possiede numerose collezioni di bambole e porcellane che cattureranno la curiosità dei visitatori. Anche qui, presenti numerosi negozi di souvenir. Facciamo ritorno a Stresa, lungo il centro storico, in Via Principessa Margherita, troviamo il Ristorante La Taverna del Pappagallo.
A conduzione familiare, il locale offre un ottimo servizio con gustosi piatti di carne o pesce e pizze cotte rigorosamente in forno a legna. In alternativa, possiamo recarci in Corso Italia 50, alla Rosa dei Venti. Il ristorante offre un accurato servizio con grande varietà di piatti, tra cui i primi preparati con la pasta fatta in casa. Non mancano le specialità di pesce.
Buon ritorno a casa!
18 Giu 2008
La storia nel nome. “Basilicata” ha un’origine bizantina: deriva da “basilikòs”, l’ amministratore del governo di Costantinopoli. “Lucania” deriva da “lucus non lucendo” ed identifica una terra ricoperta di boschi tanto fitti da non lasciar arrivare la luce sul terreno.
La Costituente repubblicana decise di adottare il nome bizantino, scelta che l’insigne linguista Devoto definì “stordita”: perché anticamente questa terra era abitata da popolazioni sannitiche, con una cultura ben diversa e di molto precedente sia da quella romana che da quella bizantina.
In effetti in questa zona, ci sono preziose testimonianze della civiltà di Roma e della Magna Grecia (Metaponto, Grumentum) che meritano senza dubbio una visita.
Anche se il vero spirito della regione sta nei paesaggi, immortalati anche dallo scrittore Primo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli” e che si ritrova nei “Sassi” di Matera: grotte scavate nel tufo del Sasso Barisano e del Sasso Cavasso, abbellite con una facciata talvolta ornata.
La Lucania è natura: basta pensare che il suo territorio è racchiuso in tre Parchi: il Parco Archeologico Storico Naturale della Murgia e delle chiese rupestri del Materano, il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Naturale Regionale di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane.
Da non perdere due manifestazioni enogastronomiche:
La “Sagra dell’Involtino”, a Gorgoglione (Matera) il 10/08/2008
La “Sagra del Pupo” in Piazza Umberto I°, ad Armento (Potenza) il 19/08/2008.
12 Giu 2008
Benvenuti a Tropea, bellissima località turistica sita in provincia di Vibo Valentia in Calabria. Situata a circa 60 metri sul livello del mare, Tropea è piena di piazzette e stradine, oltre naturalmente a possedere un mare davvero spettacolare. Iniziamo il tour da Piazza Ercole, risalente al ‘700. Proseguendo si arriva in Corso Vittorio Emanuele da dove si può ammirare una vista splendida sul mare e sulla piccola isola di Santa Maria. La Chiesa è situata in alto sullo scoglio, e per raggiungerla è necessario percorrere una lunga scalinata. Nei pressi della chiesa, c’è un piccolo museo, un bellissimo giardino e il terrazzo da dove si può certamente godere una vista incredibile sul mare.
Risalente all’epoca alto medioevale è il Santuario di Santa Maria dell’isola, che ha subito variazioni nell’età gotica. Un’altra bellezza di Tropea è caratterizzata dalla Cattedrale, da dove si può ammirare la Statua con la Madonna col bambino. All’interno invece, nella seconda Cappella, un’opera, quasi sicuramente di origine spagnola, è il Crocifisso Nero. Si racconta addirittura che il capolavoro fu portato fino alla foce del Torrente Vaticano. Nell’abside, si può notare una bellissima cornice in argento con raffigurata l’immagine della Protettrice della città di Tropea, la Madonna di Romania.

Un’altra chiesa antica di Tropea è la Chiesa di San Francesco risalente al 1295. Non mancano ovviamente i negozi di souvenir a Tropea e i numerosi locali dove fare una gustosa pausa pranzo. Abbiamo scelto per voi un ristorante-pizzeria situato in pieno centro, “Il giardino del normanno” dove si possono gustare piatti a base di pesce.
E visto che è una bella giornata e siete anche equipaggiati, un po’ di tempo in spiaggia è davvero d’obbligo. Al ritorno a casa ci rimarrà il ricordo di aver visitato Tropea, con le tante fotografie scattate e il colore meraviglioso di un mare da sogno: un intenso turchese. Se non sapete ancora dove trascorrere le vacanze estive, Tropea potrebbe essere un’idea!
5 Giu 2008
Benvenuti a Viareggio per un meraviglioso tour. Tante le bellezze da visitare e ammirare. Ci sono dei posti ritenuti tappe obbligatorie per chi transita da Viareggio. Un bel po’ di strada a piedi partendo dalla Pineta di Ponente e percorrendo la pista ciclabile giungiamo alla Pineta di Levante. Un po’ di relax in mezzo al verde del Parco. Prendendo poi una delle vie interne, la Via delle Viareggine si arriva dopo oltre 5 chilometri a Torre del Lago, residenza del famoso musicista Giacomo Puccini, dove si possono visitare la tomba e la casa, quest’ultima divenuta oggi un museo con all’interno diversi cimeli dello storico personaggio.
Un’altra tappa che dev’essere fatta è sicuramente la Cittadella del Carnevale, dove stazionano i famosi carri allegorici e visitiamo gli Hangar. Un esperto del settore ci illustrerà le tecniche e modalità di costruzione della cartapesta, e volendo potremo cimentarci in una prova di laboratorio. Prima di proseguire, è d’obbligo una pausa pranzo. Diverse le proposte, a seconda delle nostre possibilità. Il Ristorante Armanda, in Viale Europa, è uno dei locali tipici viareggini. Con soli 20 euro possiamo gustare ottime specialità a base di pesce. Possibilità di ordinare la pizza, cotta rigorosamente in forno a legna.
Lungo la passeggiata invece, troviamo il Ristorante Tito al Molo, storico locale di Viareggio. Ottimi piatti e servizio impeccabile spendendo 45 euro (come nel caso precedente si tratta di un prezzo standard). E dopo un buon caffè possiamo proseguire il nostro tour facendo shopping. Partiamo dal Molo, dove si può acquistare il pesce appena arrivato e ancora vivo. Lungo il percorso, troviamo molti Palazzi costruiti seguendo decisamente lo stile liberty. Giunti in Piazza Mazzini, si può ammirare invece una splendida vista costituita dalla spiaggia a sabbia fine (e alla sera da tramonti unici!), ma non solo.
Da sottolineare la presenza del Cinema Savoia risalente al 1925 e del famoso Emporio Duilio. Passeggiando possiamo fare shopping nei tantissimi negozi di souvenir o boutique di lusso. Proseguendo fino in Piazza Cavour , ancora “terra” di shopping, troviamo il mercato permanente che propone diversi articoli per ogni gusto e ogni tasca. Prima di tornare a casa, facciamo una piccola sosta al Bar Officina del Caffe in Via Fratti, angolo Via XX Settembre, per un buon caffè! E poi, facciamo ritorno a casa, stanchi ma contenti di aver visitato una splendida città come Viareggio!
4 Giu 2008
Assisi rappresenta il tipico esempio di evoluzione di un nucleo originario romano, in un glorioso Comune nel Medioevo italiano. È vero, la ricchezza attuale della città, in termini economici e di sviluppo turistico, si deve alla vocazione religiosa di alcuni suoi conterranei, come San Francesco e Santa Chiara. Ma la bellezza di Assisi va anche oltre: nello stile medioevale che ha saputo mantenere, nell’armonia tra i diversi momenti storici.
Per visitare Assisi si consiglia l’acceso da Porta Nuova, nella parte più a valle. Salendo per via Borgo Aretino si giunge di fronte alla basilica di Santa Chiara. La chiesa risale alla seconda metà del XIII secolo, e presenta sulla facciata un grande rosone. All’interno è stato sepolto il corpo della santa.
Salendo per delle ripide stradine si accede alla parte più alta di Assisi, in un quartiere che conserva intatte le origini medievali. Qui troviamo la basilica di San Rufino, esemplare capolavoro dell’arte romanica in Umbria. Notevole anche in questo caso il rosone al centro della facciata, oltre all’alto campanile che affianca il lato sinistro dell’edificio. L’interno conserva il fonte battesimale, nel quale furono battezzati sia San Francesco sia Santa Chiara, oltre al sottostante oratorio in cui San Rufino si ritirava a meditare.
Ma è la celeberrima basilica di San Francesco che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Vi si giunge attraversando via del Seminario e via San Francesco, passando davanti ad importanti edifici storici ed alla Pinacoteca Comunale. La fabbrica dedicata al santo fu avviata appena dopo la sua morte, avvenuta nel 1226. La basilica inferiore, più piccola, sulle sue volte mostra affreschi dedicati alle Allegorie delle virtù francescane. Nella sottostante cripta riposano le spoglie del santo.
Nella parte superiore, più ampia e ad una sola navata, si possono ammirare alcuni capolavori mondiali dell’arte medievale; gli affreschi laterali, ad opera di Giotto, rappresentano il ciclo della vita del santo.
Chi giunge ad Assisi avrà a disposizione numerosi agriturismi, sia per gustare le pietanze tipiche della cucina umbra, sia per pernottare. Lungo la strada che porta alla città francescana, poi, troverete alberghi per tutte le tasche.
30 Mag 2008
Una piccola città medievale collocata a cingere, quasi come una corona, la sommità di una collina le cui pendici, così come la pianura sottostante, sono nobilitate da chilometri di vigneti, in gran parte votati al rosso. Questa è Montefalco, chiamata anche la terrazza dell’Umbria, in ragione della sua posizione panoramica che consente allo sguardo di spaziare a tutto tondo sulle colline e sulla valle formata dai fiumi Topino, Clitunno e Tevere.
Varcando le mura dalla porta principale, Porta di S. Agostino, ci si trova di fronte ad una ripida strada in salita, Corso Mameli, che conduce alla piazza del Comune. La “scalata” permette di lambire alcuni degli edifici storici più importanti della città: l’ex chiesa di S. Francesco (che conserva affreschi di Benozzo Gozzoli e del Perugino), la chiesa di S.Agostino, quelle di S. Chiara e S. Bartolomeo, fino ad arrivare al palazzo del Municipio.
Visitando Montefalco, che si trova al centro della Strada del Sagrantino, non si può evitare la degustazione del pregiato passito, magari nel grande bar enoteca di piazza del Comune. Così come non si può prescindere dal degustare alcuni piatti forti della cucina umbra dall’Alchimista, che si trova poco distante. Passeggiando per i vicoli del centro troverete numerosi stimoli per lo shopping, che (probabilmente) ricadrà sugli appetitosi prodotti alimentari – insaccati e formaggi – sugli ottimi vini e sul pregiato olio di questo territorio.
L’unica domanda da farsi è quindi: quando andare a Montefalco? Ogni giorno di primavera è buono, magari con un occhio al meteo dato che con il bel tempo il panorama è decisamente migliore ed anche la sosta sulle panchine da cui si scorgono i colori e le forme di questo territorio risulta sicuramente più piacevole.
Un giorno migliore degli altri potrebbe essere il 25 maggio, quando, dopo 365 giorni di attesa, ritorna Cantine Aperte, l’evento più importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Nell’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino. Tra le più rinomate di Montefalco ci sono le cantine Antonelli, Tiburzi, Caprai, Tocchi, Scacciadiavoli, Fongoli, Rocca dei Fabbri e Perticaia.