La ciliegia è il frutto del Prunus Avium, l’amarena quello del Prunus Cerasus.
Il nome, cerasum, deriverebbe dalla città di Cerasonte. Secondo Plinio sarebbe stato Lucullo, generale romano e famoso buongustaio, a portare per primo l’albero in Italia dopo la battaglia di Cerasonte.
Ma il ciliegio esisteva già nel nostro Paese, seppure selvatico. Gli archeologi hanno ritrovato in insediamenti palafitticoli in Svizzera grandi quantità di noccioli di ciliege, il che dimostra che il frutto era conosciuto in Europa già in età neolitica.
Originario dell’Estremo Oriente (famosa la fioritura primaverile, in Giappone), da noi è coltivato in quasi tutte le regioni, ma soprattutto in Campania, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.
Convenzionalmente si dividono in “tenerine” e “duracine”.

Le prime si trovano già in maggio-giugno; hanno polpa rossastra, molle, piuttosto dolce e buccia chiara. Ottime la Precoce della Marca, la Mora di Vignola, la Moretta di Cesena, la Fuciletta.
Le “duracine” maturano tra giugno e agosto; hanno polpa soda, dolce, buccia dal rosso chiaro al nerastro.
Eccellenti la Durona di Vignola, la Durona di Cesena, la Napoletana, la Cornicola, la Bella di Barbanti.
Il valore nutritivo. La ciliegia è ricca di zuccheri (glucosio), ma povera di principi nutritivi perché contiene poche sostanze proteiche, in compenso nella sua polpa si trova una buona percentuale di acidi malico e tannico, di vitamine A e C, di pectina, di sali minerali (potassio, calcio, fosforo, magnesio) e di oligoelementi (ferro e zinco).
Il potere calorico è di 42 calorie per 100 grammi.
Le proprietà: depurative, energetiche, lassative, disintossicanti. La ciliegia è utilissima per calmare la fame dei forti mangiatori. E’ particolarmente indicata ai sofferenti di reumatismi in quanto il suo alto contenuto di magnesio e potassio favorisce l’eliminazione dell’acido urico.