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26 Mag 2008
Immersa nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, troviamo Forno di Zoldo.
Tranquilla località di villeggiatura e di soggiorno, ricca di numerose frazioni, disseminate tra i pascoli e le abetaie (Bragarezza, Prà, Dozza, Sommariva, Fornesighe, Casàl…) è un’ ottimo punto di partenza per escursioni o vere e proprie ascensioni sulle vette del Pelmo (m. 3168) o del Civetta (m.3218).
D’inverno, il comprensorio è adatto allo sci da fondo; due gli anelli dove poter praticare questo sport:”Pralongo” e “Campo”. Inoltre ci sono le piste da discesa.
Il nome “Forno” deriva dalla presenza, in passato di forni fusori per i metalli.
Oggi possiamo visitare il “Museo del Ferro e del Chiodo”, dove si può vedere l’evoluzione della lavorazione del ferro, una vasta serie di chiodi di diversa forma e gli attrezzi in ferro.
Nel paese è sita l’antichissima Chiesa di San Floriano, con strutture e affreschi gotici e due tavole quattrocentesche di Girolamo da Trento, oltre che all’Altare delle Anime scolpito da Andrea Brustolon tra il 1682 e il 1685, con la facciata ricca di affreschi risalenti al 1500 ed un campanile ottocentesco alto 80 m.
Il simbolo della Val Zoldana è sicuramente il Gelato.
Per vincere la miseria, i zoldani cominciarono a vendere “caramelli”, ovvero mandorle ricoperte di zucchero caramellato. Le caricavano su un carrettino e scendevano in pianura. In seguito i caramelli furono sostituiti dal gelato. Veniva preparato nelle tinozze e lo congelavano con ghiaccio e sale. Poi travasato in botticelle di legno isolate con dei sacchi, che lo mantenevano solido fino a sera, il gelato veniva issato sui carrettini che stazionavano nelle piazze e lungo le strade di passeggio delle città più ricche…
Potremo rivedere questa tecnica durante “Dolomiti in Festa”, manifestazione che si terrà a Belluno il 17 e 18 maggio 2008.
Oggi i maestri gelati zoldani e cadorini d’estate migrano prevalentemente in Germania a vendere il loro prodotto artigianale.
Punto d’incontro è diventata, nel corso degli anni, la Mostra Internazionale del Gelato di Longarone MIG : una vetrina sia per l’aggiornamento, che per la diffusione delle prelibatezze dei gelatieri bellunesi.
Un’occasione, per i buon gustai, per… leccarsi i baffi !!!
22 Mag 2008
Se vuoi imparare a fare il Gelato, con un colpo di Mouse, “La Mia Gelateria” è quello che fa per te.
Come ogni anno, la Carpigiani Gelato University, propone il corso propedeutico on-line “La Mia Gelateria”. E’ un percorso orientativo per chi vuole apprendere le nozioni di base.

Nel sito dell’azienda Bolognese, è possibile iscriversi, scaricare il materiale didattico ed essere i protagonisti di un tour “virtuale” in un laboratorio di gelateria.
Sul web è disponibile un tutor, un gelatiere professionista, che ti guiderà nel processo di apprendimento.
Il corso è incentrato sulla storia del gelato, le materie prime, la produzione, le macchine e le attrezzature.
La durata dell’account è di 30 giorni dalla data di attivazione, ed il costo è di € 60.00 (iva inclusa).
Al termine dell’insegnamento viene consegnato ai partecipanti, il buono di € 60.00 per la partecipazione a un “Corso Base”, entro 12 mesi, nella sede centrale di Carpigiani.
Indirizzi utili:
Carpigiani
Sede centrale:
via emilia 45,
40011 Anzola dell’Emilia (BO)
Telefono: +390516505111
Fax: +39051732178
E-mail: venditeit1@carpigiani.it
21 Mag 2008
Il gelato è un alimento che si consuma spesso per strada per prendersi una pausa, per rinfrescarsi o per semplice piacere. A volte capita di fermarsi a comprarne uno dai venditori ambulanti che viaggiano a bordo del famoso carretto immortalato da una canzone di Lucio Battisti.

È curioso vedere come, in giro per il mondo, il carretto abbia subito singolari trasformazioni che lo hanno reso un oggetto multifunzionale, divertente e spesso bizzarro e stravagante.
Adam Ellis, design director dell’agenzia Coley Porter Bell (CPB) ha dato vita a Scoop, ovvero “paletta”. Un furgoncino dal design innovativo e dalle tinte accese: luci e scritte fucsia, paletta gigante sul tettuccio e cerchi color arancione.

Il gelato viene venduto in contenitori di cartoncino, simili a quelli dei ristoranti cinesi, e si mangia usando un cucchiaino di legno con marchio Scoop, logo che nella p finale ricorda proprio la forma della paletta.
Simpatiche hostess con tailler nero, cappellino civettuolo e foulard fucsia al collo, accolgono tutti i clienti: grandi e piccini. Anche se l’obiettivo è attirare i genitori più che i bambini. Così accanto al gelato, a bordo, si trovano delizie della tradizione culinaria turca, budini fantasiosi per forma e ingredienti, marmellata di arance che ricorda l’Inghilterra, madrepatria di Scoop, e persino champagne.
Per il momento, Scoop gira unicamente per le strade di Londra, ma Adam Ellis sta pianificando una serie di tappe che, questa estate, lo porteranno lungo tutta la costa inglese a visitare festival, concerti, gallerie d’arte e manifestazioni culinarie.
È invece interamente ricoperto di erba artificiale e margheritine bianche il furgoncino della Innocent, ditta inglese di succhi di frutta. Gli interni sono rivestiti di tessuti pezzati come il manto di una mucca. Si chiama Dancing Grass Van e il nome non è solo frutto di fantasia, perché il carretto fatto d’erba balla davvero. Un sistema idraulico collegato alle ruote del veicolo lo fa ondeggiare, quando non è in marcia. Sul tettuccio due clacson strombazzanti riproducono il verso della mucca. Succhi e gelati, rigorosamente alla frutta, arrivano al suono di “mooo”.
Infine ecco qualcosa rivolto principalmente ai ragazzi: “Own Your C”. In America, questo furgoncino distribuisce volantini per informare gli adolescenti sui danni causati dal fumo e funge da centro di ascolto e orientamento per i giovani che non sanno ancora quale strada prendere nella vita. Tutto realizzato e portato avanti dalla C-Ride, ditta che si occupa della vendita ambulante di gelato. L’obiettivo è quello di coniugare l’amore per il gelato con la responsabilità sociale.
Il progetto sarà attivo negli Stati Uniti la prossima estate.
In questo modo, comprare un gelato diventa un’esperienza, un momento per giocare, riflettere, stupirsi e immaginare, tra gusto e divertimento