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Immersa nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, troviamo Forno di Zoldo.
Tranquilla località di villeggiatura e di soggiorno, ricca di numerose frazioni, disseminate tra i pascoli e le abetaie (Bragarezza, Prà, Dozza, Sommariva, Fornesighe, Casàl…) è un’ ottimo punto di partenza per escursioni o vere e proprie ascensioni sulle vette del Pelmo (m. 3168) o del Civetta (m.3218).
D’inverno, il comprensorio è adatto allo sci da fondo; due gli anelli dove poter praticare questo sport:”Pralongo” e “Campo”. Inoltre ci sono le piste da discesa.

Il nome “Forno” deriva dalla presenza, in passato di forni fusori per i metalli.
Oggi possiamo visitare il “Museo del Ferro e del Chiodo”, dove si può vedere l’evoluzione della lavorazione del ferro, una vasta serie di chiodi di diversa forma e gli attrezzi in ferro.

Nel paese è sita l’antichissima Chiesa di San Floriano, con strutture e affreschi gotici e due tavole quattrocentesche di Girolamo da Trento, oltre che all’Altare delle Anime scolpito da Andrea Brustolon tra il 1682 e il 1685, con la facciata ricca di affreschi risalenti al 1500 ed un campanile ottocentesco alto 80 m.

Il simbolo della Val Zoldana è sicuramente il Gelato.
Per vincere la miseria, i zoldani cominciarono a vendere “caramelli”, ovvero mandorle ricoperte di zucchero caramellato. Le caricavano su un carrettino e scendevano in pianura. In seguito i caramelli furono sostituiti dal gelato. Veniva preparato nelle tinozze e lo congelavano con ghiaccio e sale. Poi travasato in botticelle di legno isolate con dei sacchi, che lo mantenevano solido fino a sera, il gelato veniva issato sui carrettini che stazionavano nelle piazze e lungo le strade di passeggio delle città più ricche…
Potremo rivedere questa tecnica durante “Dolomiti in Festa”, manifestazione che si terrà a Belluno il 17 e 18 maggio 2008.
Oggi i maestri gelati zoldani e cadorini d’estate migrano prevalentemente in Germania a vendere il loro prodotto artigianale.
Punto d’incontro è diventata, nel corso degli anni, la Mostra Internazionale del Gelato di Longarone MIG : una vetrina sia per l’aggiornamento, che per la diffusione delle prelibatezze dei gelatieri bellunesi.
Un’occasione, per i buon gustai, per… leccarsi i baffi !!!

La curiosa storia del gelato

Se oggi possiamo assaporare il Gelato, dobbiamo ringraziare i  Greci ed i Romani: quest’ultimi lo preparavano usando una macedonia di frutta passata ed aggiungendo miele e neve.
Gli Arabi, quando conquistarono la Sicilia nel 827, lo reintrodussero in Occidente, arricchendolo con l’uso dei succhi di frutta e dello zucchero.
Ma è il 1500, a Firenze, a donarci un secolo “d’oro” per il Gelato.
La Corte dei Medici bandì la gara culinaria “Il piatto più singolare che si sia mai visto”.
Vinse il pollivendolo Ruggeri, con un sorbetto che i giudici dichiararono di “non aver mai assaggiato un dolce così squisito”.
Bernardo Buontalenti, un architetto, pittore e scultore fiorentino, con una grande passione per la cucina, incaricato di preparare un banchetto, propose una serie di “dolci ghiacciati”. Un vero successo: i suoi gelati a base di zabaglione e frutta vennero diffusi in tutta Europa.
Nel 1686, il palermitano Procopio dei Coltelli, aprì a Parigi il “Caffè Procope”, offrendo  un’ampia gamma di golosità “fredde”.
La moda del sorbetto e del gelato, si propaga in tutta Europa grazie ai gelatieri napoletani e siciliani e, ben presto, negli Stati Uniti grazie al genovese Bosio che, nel 1770, aprì la prima gelateria a New York.
Nel 1851, a Baltimora, Jacob Fussel congelando casualmente panna invenduta, inventa l’Ice cream, ponendo le premesse per il gelato industriale.

A Parigi nel 1900, durante l’Esposizione Mondiale, si ebbe la prima grande affermazione dell’industria del freddo. Pochi anni dopo, Vittorio Marchionni inventò il “cono da passeggio”, una vera e propria rivoluzione nel consumo dei gelati artigianali, poiché non era costume dell’epoca consumare cibi per strada.
Giovanni Torre di Bussana crea il primo forno, unico in tutto il mondo, per la produzione di waffers e di coni, che all’esposizione di Torino del 1910 ebbe talmente seguito che fu premiato a Parigi, Londra e Roma.
All’inizio del secolo i gelatieri italiani, soprattutto bellunesi della Val Zodana e del Cadore, emigrano e vendono i loro prodotti in Austria ed in Germania, distribuendo il gelato con tipici carrettini. Veniva preparato in apposite tinozze, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tini di legno, che venivano isolati con dei sacchi e che lo mantenevano solido fino a sera.
Il bolognese Otello Cattabriga, nel 1927, costruisce la prima gelatiera automatica. Un vero successo: da allora le macchine, chiamate proprio Cattabriga, con il sistema “stacca e spalma“ tipico della lavorazione manuale, vengono distribuite in tutto il mondo.
Oggi, in sintesi, i gelati si possono suddividere in diversi tipi: alla crema, all’uovo, alla frutta.
Il Gelato alla Crema contiene, latte, panna uova e zucchero; vengono aromatizzati con vaniglia, noci, mandorle e liquori vari. Il Gelato all’Uovo contiene latte e uova. Forniscono entrambi circa le stesse calorie di un etto di carne di manzo, contengono zuccheri semplici e proteine omogeneizzate, danno una carica immediata e sono molto digeribili. Sono molto adatti per gli sportivi, per il grosso apporto di energie.
Il Gelato alla Frutta contiene acqua, frutta e zucchero, e viene detto “sorbetto”; è molto rinfrescante. E’ molto adatto ai sedentari.
Contendendo una gran quantità di zuccheri, che bruciano velocemente e non mantenendo a lungo la sensazione di sazietà, non assicurando un apporto di energie duraturo, i gelati vengono spesso accompagnati con un cono o dei biscotti.

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  • Con la bella stagione niente è più piacevole di una coppa di gelato, ecco dunque alcune ricette per una preparazione casalinga.

    Coppa alla menta e cialde di cioccolato

    Ingredienti per 4 persone

    3 tuorli d’uovo
    200cc. di latte
    200cc. di panna liquida
    4 cucchiai di zucchero
    una stecca di vaniglia
    un cucchiaio di estratto di menta
    foglioline di menta
    cialde al cioccolato

    Preparazione

    Unite il latte alla panna e aggiungete una stecca di vaniglia; fate bollire il latte mescolando con un cucchiaio. In una terrina a parte sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero fino a renderli spumosi. Togliete la stecca di vaniglia dal latte e quando sarà freddo unitelo alla crema, poi fate cuocere tutto a bagnomaria (senza far bollire) per 8 minuti, finché la crema sarà densa. Lasciate raffreddare il composto, versatelo con l’estratto di menta nella gelatiera. Quando sarà pronto servitelo nelle coppe guarnendolo con cialde al cioccolato e foglioline di menta.

     

    Coppa di panna e amarene

    Ingredienti per 4 persone

    2 uova
    300g. di panna fresca
    300 cc di latte
    70g. di zucchero
    un cucchiaio di farina bianca
    un cucchiaio di essenza di vaniglia
    sciroppo di amarene
    amarene fresche
    zucchero vanigliato

    Preparazione

    I una casseruola versate il latte, la farina e portate a ebollizione. Quando avrete tolto dal fuoco aggiungete la vaniglia, coprite e lasciate riposare per circa 20 minuti. A parte lavorate le uova e lo zucchero che trasformerete in una spuma soffice; a questo punto aggiungete il latte mescolando bene. Cuocete a fuoco lento o a bagnomaria per qualche minuto sempre mescolando finché il composto è diventato denso. Togliete dal fuoco, lasciate raffreddare e aggiungete la panna. Prima di versare la panna nel composto, lavorarla con un pò di zucchero per evitare la formazione di grumi. Versare quindi il composto nell’apposito contenitore della gelatiera. Il gelato sarà pronto in circa mezz’ora. Servirete il gelato in coppe, decorandolo con ciuffi di panna, sciroppo di amarene e qualche amarena fresca.

    Gelato al cioccolato

    Ingredienti per 4 persone

    2 uova
    300 gr di panna fresca
    1 cucchiaio di farina bianca
    100 grammi di cioccolato fondente
    130 gr di zucchero
    300 cc di latte
    essenza di vanigliato

    Preparazione

    In una casseruola versate il latte e la farina portandoli a ebollizione, unite il cioccolato che avrete fuso in precedenza, togliere dal fuoco e aggiungete l’estratto di vaniglia, coprite e lasciate riposare per circa 20 minuti. Nel frattempo lavorate le uova con lo zucchero fino a ottenere una morbida spuma alla quale aggiungerete la panna. Unite il tutto al composto di latte e farina e mettete nella gelatiera. Quando sarà pronto servirete il gelato in coppe guarnite con scaglie di cioccolato fondente e ciuffi di panna montata.

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  • Se vuoi imparare a  fare il Gelato, con un colpo di Mouse, “La Mia Gelateria” è quello che fa per te.
    Come ogni anno, la Carpigiani Gelato University, propone il corso propedeutico on-line “La Mia Gelateria”. E’ un percorso orientativo per chi vuole apprendere le nozioni di base.

    Nel sito dell’azienda Bolognese, è possibile iscriversi, scaricare il materiale didattico ed essere i protagonisti di un tour  “virtuale” in un laboratorio di gelateria.
    Sul web è disponibile un tutor, un gelatiere professionista, che ti guiderà nel processo di apprendimento.
    Il corso è incentrato sulla storia del gelato, le materie prime, la produzione, le macchine e le attrezzature.
    La durata dell’account è di 30 giorni dalla data di attivazione, ed il costo è di € 60.00 (iva inclusa).
    Al termine dell’insegnamento viene consegnato ai partecipanti, il buono di € 60.00  per la partecipazione a un “Corso Base”, entro 12 mesi, nella sede  centrale di Carpigiani.
    Indirizzi utili:

    Carpigiani
    Sede centrale:
    via emilia 45,
    40011 Anzola dell’Emilia (BO)
    Telefono: +390516505111
    Fax: +39051732178
    E-mail: venditeit1@carpigiani.it

    Il gelato è un alimento che si consuma spesso per strada per prendersi una pausa, per rinfrescarsi o per semplice piacere. A volte capita di fermarsi a comprarne uno dai venditori ambulanti che viaggiano a bordo del famoso carretto immortalato da una canzone di Lucio Battisti.

    È curioso vedere come, in giro per il mondo, il carretto abbia subito singolari trasformazioni che lo hanno reso un oggetto multifunzionale, divertente e spesso bizzarro e stravagante.
    Adam Ellis, design director dell’agenzia Coley Porter Bell (CPB) ha dato vita a Scoop, ovvero “paletta”. Un furgoncino dal design innovativo e dalle tinte accese: luci e scritte fucsia, paletta gigante sul tettuccio e cerchi color arancione.

    Il gelato viene venduto in contenitori di cartoncino, simili a quelli dei ristoranti cinesi, e si mangia usando un cucchiaino di legno con marchio Scoop, logo che nella p finale ricorda proprio la forma della paletta.
    Simpatiche hostess con tailler nero, cappellino civettuolo e foulard fucsia al collo, accolgono tutti i clienti: grandi e piccini. Anche se l’obiettivo è attirare i genitori più che i bambini. Così accanto al gelato, a bordo, si trovano delizie della tradizione culinaria turca, budini fantasiosi per forma e ingredienti, marmellata di arance che ricorda l’Inghilterra, madrepatria di Scoop, e persino champagne.
    Per il momento, Scoop gira unicamente per le strade di Londra, ma Adam Ellis sta pianificando una serie di tappe che, questa estate, lo porteranno lungo tutta la costa inglese a visitare festival, concerti, gallerie d’arte e manifestazioni culinarie.
    È invece interamente ricoperto di erba artificiale e margheritine bianche il furgoncino della Innocent, ditta inglese di succhi di frutta. Gli interni sono rivestiti di tessuti pezzati come il manto di una mucca. Si chiama Dancing Grass Van e il nome non è solo frutto di fantasia, perché il carretto fatto d’erba balla davvero. Un sistema idraulico collegato alle ruote del veicolo lo fa ondeggiare, quando non è in marcia. Sul tettuccio due clacson strombazzanti riproducono il verso della mucca. Succhi e gelati, rigorosamente alla frutta, arrivano al suono di “mooo”.

     

     

    Infine ecco qualcosa rivolto principalmente ai ragazzi: “Own Your C”. In America, questo furgoncino distribuisce volantini per informare gli adolescenti sui danni causati dal fumo e funge da centro di ascolto e orientamento per i giovani che non sanno ancora quale strada prendere nella vita. Tutto realizzato e portato avanti dalla C-Ride, ditta che si occupa della vendita ambulante di gelato. L’obiettivo è quello di coniugare l’amore per il gelato con la responsabilità sociale.
    Il progetto sarà attivo negli Stati Uniti la prossima estate.
    In questo modo, comprare un gelato diventa un’esperienza, un momento per giocare, riflettere, stupirsi e immaginare, tra gusto e divertimento

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