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Un menù a base di formaggio: una alternativa in tavola

Nella preparazione di un menu a base di formaggio dovete porre attenzione ad alcune piccole regole durante la preparazione.Per quanto riguarda il primo piatto bisogna scegliere il tipo di fontina non troppo stagionato perchè la crema risulta più morbida, mentre le farfalle colorate si trovano nei supermercati in confezioni dove sono mescolate farfalle d i vari colori: bianche, verdi (agli spinaci), nere (al nero di seppia), rosse (al pomodoro). Se non si trovano le farfalle, si possono usare altri tipi di pasta corta (fusilli, conchiglie), sempre di colori diversi. Inoltre, per quanto riguarda il secondo piatto, la besciamella si può cucinare anche a microonde. Bisogna mettere gli ingredienti della besciamella al freddo in un recipiente a bordi alti; infornare nel microonde e cuocere 6 minuti alla massima potenza, mescolando ogni 2 minuti. A fine cottura, fare riposare 2 minuti.Infine un consiglio enologico per il dolce: accompagnare la torta con un vino bianco dolce e profumatocome il Torcolato di Breganze.

formaggi
 
FARFALLE CON CREMA DI FONTINA
Ingredienti per 6:

farfalle di tre colori 480 g 

fontina 200 g 
latte 1 bicchiere
burro 2 cucchiai
tuorli 2
pepe bianco 1 spolverata
semi di papavero 2 cucchiai 
sale grosso 5 cucchiai
Dividere la fontina a fettine sottilissime, tagliare le fettine a listarelle. Mettere le listarelle di fontina in un recipiente non metallico, coprirle con il latte. Lasciarle in ammollo 3 ore a temperatura ambiente. Portare a bollore un litro d’acqua nel tegame. Mettere il burro nella ciotola, appoggiare la ciotola sul tegame. Lasciare sciogliere il burro. Unire la fontina scolata e 1/2 bicchiere del latte dell’ammollo. Mescolare con il cucchiaio di legno finchè il formaggio si è completamente sciolto. Unire un tuorlo, sempre mescolando finchè è ben amalgamato. Aggiungere il secondo tuorlo continuando a mescolare con il cucchiaio di legno. Insaporire la crema con una spolverata di pepe. Spegnere il fuoco, aggiungere un bicchiere di acqua fredda nel tegame. Coprire la ciotola con un coperchio.Versare i semi di papavero in un padellino, possibilmente antiaderente. Scaldare i semi 1 minuto a fuoco medio mescolandoli con un cucchiaio di legno.
Portare a bollore 5 litri di acqua in una pentola, salarla con il sale grosso.
Cuocervi la pasta 10 minuti, scolarla lasciandola un po’ umida.
Versare la pasta in un piatto da portata leggermente concavo, condirla con la crema di formaggio. Aggiungere, se occorre, 1-2 cucchiai dell’acqua di cottura. Spolverizzare i semi di papavero sulla pasta. Mescolare ancora con i due cucchiai per distribuirli in modo uniforme. Servire immediatamente.

FRITTELLE DI BESCIAMELLA
Ingredienti per 2:
farina 4 cucchiai

burro 4 cucchiai
latte 3 bicchieri 
grana grattugiato 3 cucchiai 
emmental grattugiato 2 cucchiai 
fontina 40 g 
pangrattato 4 cucchiai
uovo 1
olio di arachidi 1 bicchiere
noce moscata 1 grattata 
sale fino 1 pizzico
pepe 1 spolverata

Portare il latte quasi a bollore. Sciogliere il burro 1 minuto in un tegamino a fuoco basso. Aggiungere la farina setacciata tutta in una volta e cuocere 2 minuti mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Unire 2 bicchieri di latte bollente al composto di burro e farina mescolando. Portare a bollore, versare poco alla volta il latte rimasto, mescolare. Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e cuocere 10 minuti a fuoco basso mescolando continuamente, spegnere.Versare il grana e l’emmental nella besciamella, mescolare finchè sono sciolti. Fare raffreddare.
Versare il pangrattato in un piatto piano, rompere l’uovo in un piatto fondo, sbatterlo 1 minuto con la forchetta. Raccogliere la besciamella a cucchiaiate e formare crocchette un po’ schiacciate. Tagliare la fontina a dadi di 1 cm, inserire al centro di ogni crocchetta un dado di fontina.
Passare ogni crocchetta nell’uovo e nel pangrattato. Passarle ancora nell’uovo e infine nel pangrattato, premendo leggermente per far aderire bene l’impanatura.
Scaldare l’olio di arachidi in una padella bassa e larga. Immergervi le crocchette e friggerle 3 minuti, poche alla volta, voltandole con una paletta a metà cottura.
Scolare con mestolo forato su carta da cucina. Servire ben calde.

TORTA DI RICOTTA E SAVOIARDI CON RETE DI SFOGLIA
Ingredienti per 8:
disco di pasta sfoglia per foderare la teglia 400 g 
 
disco di pasta sfoglia a rete 100 g 
roselline e foglie di sfoglia 
ricotta 400 g
savoiardi 100 g
liquore alchermes 1/2 bicchiere
tuorli 4
zucchero semolato 40 g
zucchero a velo 50 g
latte 3 bicchieri
fecola 1 cucchiaio
sale fino 1 pizzico
tuorli 2
zucchero a velo 1 cucchiaio
Versare i 4 tuorli nel tegamino, unirvi lo zucchero semolato. Montare 6 minuti con la frusta a mano oppure 3 con quella elettrica. Incorporarvi, sempre montando con la frusta, la fecola, poco alla volta. Unire il sale fino. Portare il latte quasi a bollore, unirlo ai tuorli un po’ alla volta mescolando con il cucchiaio di legno. Mettere il recipiente sulla fiamma molto bassa.
Cuocere, sempre mescolando con il cucchiaio, fino all’ebollizione. Lasciare bollire 2 minuti senza smettere di mescolare. Versare la crema in una ciotola, lasciarla raffreddare mescolando ogni tanto. Passare la ricotta attraverso un setaccio, lasciandola cadere in una capace ciotola. Unirvi 50 g di zucchero a velo, poco alla volta e mescolando con il cucchiaio di legno.
Lavorare lo zucchero e la ricotta 5 minuti fino a ottenere un composto soffice. Incorporarvi la crema raffreddata, lentamente e senza smettere di mescolare con il cucchiaio di legno. Versare metà ripieno di ricotta nella teglia foderata di pasta sfoglia. Livellare il ripieno con il dorso di un cucchiaio. Versare l’alchermes in un piatto fondo. Bagnarvi rapidamente i savoiardi. Sistemare i savoiardi sul ripieno in uno strato solo, accostati fra loro. Coprire i savoiardi con il ripieno rimasto e livellarlo con il dorso del cucchiaio. Sistemare sul ripieno il disco di sfoglia lavorato a rete.
Schiacciare con due dita i bordi delle due sfoglie. Sbattere 2 tuorli 30 secondi con una forchetta. Spalmarli sulla rete e sul cordoncino con il pennello. Spalmare di tuorlo anche i fiori e le foglie di sfoglia. Sistemarli sulla rete di pasta che ricopre la torta facendoli ben aderire. Scaldare il forno a 180°. Cuocere la torta 50 minuti. Togliere la teglia dal forno, accendere il grill.
Mescolare i tuorli sbattuti rimasti con un cucchiaio di zucchero a velo. Spalmare il miscuglio con il pennello sulle maglie della rete di pasta, sul cordoncino della torta e sulle decorazioni di fiori e foglie. Rimettere la teglia 2 minuti in forno, sotto il grill.
Sfornare il dolce, lasciarlo completamente raffreddare. Sfilare il bordo della teglia. Sollevare la torta con una larga spatola, appoggiarla su un piatto da portata. Servire.
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  • Lucania: qui è nata la pasta

    Duemila anni fa, in Lucania (o se preferite Basilicata), secondo la tradizione, è nata la Pasta. Gli antichi romani la chiamavano “Lacane” e sembra che il poeta Orazio, quando tornava dal mercato, si preparasse gustosi piatti di Lacane con ceci e lampascioni (cipolle selvatiche, tipico prodotto pugliese).
    Oggi, la Lucania, gode la fama di preparare “la pasta più buona del mondo”: sempre senza uova e fatta a mano, grazie al saporito grano della piana di Metaponto. Dalle sapienti mani dei contadini, sono nati vari prodotti, che hanno preso il nome dalle loro particolari forme: cavatelli, cazini, farfalle, fischietti, fusilli, lagane, maccheroni a ferretti, minuic, orecchiette, perciatelli, ricci. Tra le centinaia di possibili tipi di pasta e di sughi con cui condirli, consiglio due paste ripiene: i calzoncini (’u cazini) di Matera e i ravioli di Potenza. I cazini sono di forma di mezzaluna, piccoli, e il ripieno è agrodolce: ricotta, zucchero, cannella, noce moscata. Si servono conditi con ragù di carne di agnello. I Ravioli di Potenza sono di forma quadrata, farciti con ricotta, prosciutto crudo, uova, prezzemolo, pepe, e vengono conditi con sugo di carne e insaporiti con ricotta salata e pecorino piccante.

    Pasta della Lucania

    La sua fama non si è potuta espandere; se si vuole assaggiarla, bisogna andare di persona nella lucania, dove altri prodotti locali ci attendono, golosità introvabili altrove, come i fagioli “poverelli”, le lenticchie di Lauria, i peperoncini piccanti di Senise, i prosciutti di Piperno, le salsicce di Maratea, e tutti i formaggi caprini e pecorini che si producono in ogni villaggio della regione. Pensate, inoltre, che ci sono altre specialità tipiche della lucania, che una volta esportate, hanno rischiato di perdere la loro paternità. Lo sapevate che qui è nata anche la lucanica, la lunga salsiccia arrotolata, senza strozzature, che molti vogliono di origine lombardo-veneta?

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