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La bellezza austera di Oporto

Oporto, in portoghese Porto, è una città del Portogallo nordoccidentale, capoluogo dell’omonimo distretto. Sorge su due colline granitiche, Colina de Vitòria e Colina da Sé, che scendono a terrazze verso il Douro e si sviluppa lungo la riva destra del fiume.

La città deve il suo sviluppo economico soprattutto al commercio dei vini pregiati, prodotti nel distretto di Paiz do vinho ed esportati in tutto il mondo. Oporto è tutta un saliscendi di strade, campanili e guglie che ricordano l’antico dominio arabo. Nel secolo XIV venne cinta da mura ad andamento ellissoidale, Muralhas Fernandinas, di cui restano solo viuzze che ne ripercorrono il tracciato. Nel periodo barocco si arricchì di edifici, chiese e nuovi quartieri con lussureggianti spazi verdi che le conferiscono eleganza e ampiezza prospettica. 

Nel 1876-77, su progetto di G.-A. Eiffel, fu costruito un ponte in ferro ad una arcata, il ponte Dom Luiz I, per sostituire il vecchio ponte di barche che rappresentava l’unico collegamento tra le due rive.

 

La città contemporanea proseguì la sua espansione verso la parte settentrionale seguendo parallelamente la linea del fiume. Nel 1923 Carlo Alberto Cabral, secondo conte di Vizela, decise di costruire un giardino, avvalendosi dei migliori architetti e paesaggisti, nella vasta proprietà estiva della famiglia, da lui ereditata. Nacque così il parco più importante costruito nel XX secolo in Portogallo, ora gestito assieme al Museo d’Arte moderna, dalla Fundação Serralves. Una placca del museo riporta una frase

o verdadeiro artista è uma assombrosa fonte luminosa

che tradotta in italiano suona come: “il vero artista è un’ombrosa fonte luminosa”. E di ombre e luci vive tutta la città di Oporto, come i contrasti tra la semplicità della natura incontaminata in cui ci si imbatte passeggiando nel giardino di erba rigogliosa, piante altissime, bufale ed asini e la ricercatezza delle opere ospitate nel Museo; contrasti che alla fine si ricompongono in armonia, in un senso superiore di bellezza. La bellezza di quella contraddizione che si scorge tra i segni indelebili degli anni di dittatura, impressi negli sguardi degli anziani, ma la si scorge anche nella schiettezza dei ragazzi che ballano per strada; la vedi nella severità dell’osservanza religiosa e subito dopo nel chiasso della festa; nella frivola bellezza decorativa degli azulejos e per contrasto nei moniti degli apologhi raccontati con maestria, attraverso i disegni impressi su queste maioliche azzurrine. Gli azulejos abbelliscono numerose strade e case, nonchè una parete della bellissima stazione ferroviaria, Estação de São Bento.

Per quanto riguarda la cucina, ad Oporto bisogna gustare l’ottimo vino facendo un giro nelle cantine che si trovano a Vila Nova de Gaia, oltre il ponte Dom Luis I. Si può scegliere tra ben cinquantotto case vinicole, tutte aperte al pubblico. La degustazione è assolutamente gratuita e quasi tutti i produttori vendono direttamente al pubblico a prezzi scontati, anche del 20%.  Il piatto più diffuso è il baccalà, spesso consumato sotto forma di crocchette: pastelinhos de bacalhau. 

E comunque il pesce va per la maggiore. Ma vale la pena assaggiare il porco à Alentejana, cotto, secondo le usanze della cucina catalana, in pentole di rame a chiusura ermetica, e a base di carne di maiale, vongole e peperoni. Tra i primi piatti c’è il Calo verde, zuppa di patate e cavolo, e la Sopa de mariscos, vellutata ai frutti di mare. Uno dei dolci più famosi sono le Ovos moles di Alveiro, ovvero ostie ripiene di crema.

Un giorno a …Tropea

Benvenuti a Tropea, bellissima località turistica sita in provincia di Vibo Valentia in Calabria. Situata a circa 60 metri sul livello del mare, Tropea è piena di piazzette e stradine, oltre naturalmente a possedere un mare davvero spettacolare. Iniziamo il tour da Piazza Ercole, risalente al ‘700. Proseguendo si arriva in Corso Vittorio Emanuele da dove si può ammirare una vista splendida sul mare e sulla piccola isola di Santa Maria. La Chiesa è situata in alto sullo scoglio, e per raggiungerla è necessario percorrere una lunga scalinata. Nei pressi della chiesa, c’è un piccolo museo, un bellissimo giardino e il terrazzo da dove si può certamente godere una vista incredibile sul mare.

Risalente all’epoca alto medioevale è il Santuario di Santa Maria dell’isola, che ha subito variazioni nell’età gotica. Un’altra bellezza di Tropea è caratterizzata dalla Cattedrale, da dove si può ammirare la Statua con la Madonna col bambino. All’interno invece, nella seconda Cappella, un’opera, quasi sicuramente di origine spagnola, è il Crocifisso Nero. Si racconta addirittura che il capolavoro fu portato fino alla foce del Torrente Vaticano. Nell’abside, si può notare una bellissima cornice in argento con raffigurata l’immagine della Protettrice della città di Tropea, la Madonna di Romania.

Un’altra chiesa antica di Tropea è la Chiesa di San Francesco risalente al 1295. Non mancano ovviamente i negozi di souvenir a Tropea e i numerosi locali dove fare una gustosa pausa pranzo. Abbiamo scelto per voi un ristorante-pizzeria situato in pieno centro, “Il giardino del normanno” dove si possono gustare piatti a base di pesce.

E visto che è una bella giornata e siete anche equipaggiati, un po’ di tempo in spiaggia è davvero d’obbligo. Al ritorno a casa ci rimarrà il ricordo di aver visitato Tropea, con le tante fotografie scattate e il colore meraviglioso di un mare da sogno: un intenso turchese. Se non sapete ancora dove trascorrere le vacanze estive, Tropea potrebbe essere un’idea!

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  • Un giorno ad… Assisi

    Assisi rappresenta il tipico esempio di evoluzione di un nucleo originario romano, in un glorioso Comune nel Medioevo italiano. È vero, la ricchezza attuale della città, in termini economici e di sviluppo turistico, si deve alla vocazione religiosa di alcuni suoi conterranei, come San Francesco e Santa Chiara. Ma la bellezza di Assisi va anche oltre: nello stile medioevale che ha saputo mantenere, nell’armonia tra i diversi momenti storici.

    Per visitare Assisi si consiglia l’acceso da Porta Nuova, nella parte più a valle. Salendo per via Borgo Aretino si giunge di fronte alla basilica di Santa Chiara. La chiesa risale alla seconda metà del XIII secolo, e presenta sulla facciata un grande rosone. All’interno è stato sepolto il corpo della santa.

     

    Salendo per delle ripide stradine si accede alla parte più alta di Assisi, in un quartiere che conserva intatte le origini medievali. Qui troviamo la basilica di San Rufino, esemplare capolavoro dell’arte romanica in Umbria. Notevole anche in questo caso il rosone al centro della facciata, oltre all’alto campanile che affianca il lato sinistro dell’edificio. L’interno conserva il fonte battesimale, nel quale furono battezzati sia San Francesco sia Santa Chiara, oltre al sottostante oratorio in cui San Rufino si ritirava a meditare.

    Ma è la celeberrima basilica di San Francesco che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Vi si giunge attraversando via del Seminario e via San Francesco, passando davanti ad importanti edifici storici ed alla Pinacoteca Comunale. La fabbrica dedicata al santo fu avviata appena dopo la sua morte, avvenuta nel 1226. La basilica inferiore, più piccola, sulle sue volte mostra affreschi dedicati alle Allegorie delle virtù francescane. Nella sottostante cripta riposano le spoglie del santo.

    Nella parte superiore, più ampia e ad una sola navata, si possono ammirare alcuni capolavori mondiali dell’arte medievale; gli affreschi laterali, ad opera di Giotto, rappresentano il ciclo della vita del santo.

    Chi giunge ad Assisi avrà a disposizione numerosi agriturismi, sia per gustare le pietanze tipiche della cucina umbra, sia per pernottare. Lungo la strada che porta alla città francescana, poi, troverete alberghi per tutte le tasche.

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  • Un giorno a… Montefalco

    Una piccola città medievale collocata a cingere, quasi come una corona, la sommità di una collina le cui pendici, così come la pianura sottostante, sono nobilitate da chilometri di vigneti, in gran parte votati al rosso. Questa è Montefalco, chiamata anche la terrazza dell’Umbria, in ragione della sua posizione panoramica che consente allo sguardo di spaziare a tutto tondo sulle colline e sulla valle formata dai fiumi Topino, Clitunno e Tevere.
    Varcando le mura dalla porta principale, Porta di S. Agostino, ci si trova di fronte ad una ripida strada in salita, Corso Mameli, che conduce alla piazza del Comune. La “scalata” permette di lambire alcuni degli edifici storici più importanti della città: l’ex chiesa di S. Francesco (che conserva affreschi di Benozzo Gozzoli e del Perugino), la chiesa di S.Agostino, quelle di S. Chiara e S. Bartolomeo, fino ad arrivare al palazzo del Municipio.

    Visitando Montefalco, che si trova al centro della Strada del Sagrantino, non si può evitare la degustazione del pregiato passito, magari nel grande bar enoteca di piazza del Comune. Così come non si può prescindere dal degustare alcuni piatti forti della cucina umbra dall’Alchimista, che si trova poco distante. Passeggiando per i vicoli del centro troverete numerosi stimoli per lo shopping, che (probabilmente) ricadrà sugli appetitosi prodotti alimentari – insaccati e formaggi – sugli ottimi vini e sul pregiato olio di questo territorio.
    L’unica domanda da farsi è quindi: quando andare a Montefalco? Ogni giorno di primavera è buono, magari con un occhio al meteo dato che con il bel tempo il panorama è decisamente migliore ed anche la sosta sulle panchine da cui si scorgono i colori e le forme di questo territorio risulta sicuramente più piacevole.
    Un giorno migliore degli altri potrebbe essere il 25 maggio, quando, dopo 365 giorni di attesa, ritorna Cantine Aperte, l’evento più importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Nell’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino. Tra le più rinomate di Montefalco ci sono le cantine Antonelli, Tiburzi, Caprai, Tocchi, Scacciadiavoli, Fongoli, Rocca dei Fabbri e Perticaia.

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